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Palermo, “Nuove Musiche”: il primo concerto diretto da un robot

PALERMO

La tecnologia supera se stessa, così, dopo cellulari e tablet, arriva il robot umanoide Nao direttore d’orchestra.

Un concerto interattivo, diretto dal nuovo robot che recepisce le emozioni degli spettatori e cambia lo stile musicale in base all’atmosfera percepita in sala. Si chiama Robotics Lab, in programma domani alle 21, al Conservatorio Bellini, nell’ambito della rassegna Nuove musiche promossa dal Teatro Massimo in collaborazione con numerose istituzioni musicali della città e della regione (ingresso gratuito). Il progetto nato da una fusione tra ingegneri e musicisti – produzione del dipartimento dell’Innovazione industriale e digitale dell’Università di Palermo e del Conservatorio Bellini con le scuole di Composizione e Musica elettronica – che si avvale del robot umanoide Nao e di un’app per il cellulare. Il robot riceve le emozioni degli spettatori e a maggioranza dirotta la musica verso gioia, tristezza, noia, disperazione, rabbia o insofferenza che potrebbe anche stoppare la musica. All’inizio dell’esibizione, al pubblico viene chiesto di scaricare la app sviluppata dal RoboticsLab, su un telefonino Android.
La app presenta quattro colori corrispondenti a quattro emozioni principali: giallo-felice, rosso-arrabbiato, blu-triste, verde-sereno. A ogni emozione è associata una frase musicale composta dai compositori del Conservatorio. Quando l’utente sceglie un colore sul telefonino, la scelta viene memorizzata dal software che controlla il robot. Il robot, sulla base dei voti ricevuti, della frase che sta suonando e anche del caso, sceglie la successiva frase musicale da far suonare ai musicisti e la indica assumendo un’opportuna posa.
Il robot dirigerà un quintetto d’archi. Non si tratta pero’ di una vera e propria direzione d’orchestra nel senso oggi utilizzato del termine, ma il robot con le sue pose indicherà al quintetto la successiva frase musicale da suonare. «Il robot sintetizza e offre l’input al quintetto con una decisione che deriva da un algoritmo – spiega Antonio Chella – si chiama musica generativa, interattiva, fa parte degli studi sempre più avanzati sull’uso dei robot nella musica». «Se fino a ora la creatività è stata un appannaggio meramente umano – spiega l’ingegnere Samuele Vinanzi nella sua tesi su Robot Nao – è possibile realizzare una intelligenza artificiale che ne sia anch’essa protagonista». Il robot utilizzato è costruito da SoftBank Robotics e programmato da RoboticsLab.

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