Ti trovi qui
Home > Calcio > Il Toro cala il poker e al Barbera cala il buio

Il Toro cala il poker e al Barbera cala il buio

PALERMO

È indigesta al Palermo la sua millesima partita in serie A. Il risultato non dà alibi ad una squadra che contro il Torino si è sforzata, con volontà, di costruire gioco, ma che ha subito la netta superiorità dell’avversaria. Inesorabile la statistica dei tiri in porta: gli uomini di De Zerbi l’hanno inquadrata due volte in 90 minuti con Chochev, che in una di queste occasioni ha fatto gol.  Una squadra che dimostra di non avere un buon feeling con le “mura amiche”, probabilmente perché incapace di imporre il proprio gioco.
Appaiono azzardate anche le scelte del mister, che contro il Toro ha stravolto la sua difesa, lasciando in panchina gli ottimi Goldaniga e Cionek per far spazio a Vitiello e Andjelkovic. Ed è proprio la difesa rosa la maggiore indiziata per quanto riguarda la quarta sconfitta consecutiva al Barbera: svarioni che hanno consentito a Ljaic e compagni di siglare quattro gol in piena comodità.
In attacco è palese, e si sente molto, l’assenza di una torre di peso, che sappia far salire il baricentro della squadra e che riesca a far da sponda per gli inserimenti dei compagni. Nestorovski, dopo i gol delle ultime settimane che lo hanno portato sulle prime pagine di molti quotidiani, questa volta non si è ripetuto, anzi ha commesso un errore davanti al portiere Hart clamoroso, con un liscio che non lascia spazio ad alibi. Il macedone è stato avulso dal gioco per tutta la gara.
Infine, luci spenti al Barbera. E non è una metafora. I fari dell’impianto non hanno retto il carico e sul campo è calato il buio. Al 41′ inoltrato, l’arbitro Fabbri ha optato per far finire la gara nonostante la scarsa luminosità, tra l’ilarità dei tifosi che hanno acceso le torce dei propri smartphone per far luce ai 22 in campo e, in un misto di comicità e dramma, hanno invitato in coro Zamparini a pagare la luce. Una polemica che non si ferma dunque quella dei tifosi nei confronti della proprietà. Un pretesto “illuminato” per ribadirlo.

di Michele Sardo

Articoli Consigliati

Top