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Crocetta consola Messina e punzecchia il sindaco Bianco

CATANIA

Due colpi di pistola contro il finestrino della propria auto rappresentano un gesto di quelli che non possono passare in secondo piano. L’atto intimidatorio della scorsa notte che ha coinvolto il presidente della Pubbliservizi, Adolfo Messina, ha scosso le coscienze di alcuni esponenti della politica siciliana, su tutte, quella del governatore della Regione, Rosario Crocetta. Quest’ultimo ha tralasciato gli impegni istituzionali per fare visita a Messina visibilmente scosso dall’accaduto.

Lo stesso Messina presuppone che: «Il gesto intimidatorio è frutto di ciò che stiamo portando avanti insieme alla Procura e alla Guardia di finanza. Ciò che è successo è gravissimo e ho bisogno di qualche giorno per riflettere perché prima degli obblighi professionali ci sono quelli verso la propria famiglia».

Crocetta ha espresso grande vicinanza al presidente della Pubbliservizi sottolineando l’importanza del lavoro fin qui svolto e di quello da portare avanti:«Se qualcuno si fosse messo in testa che con questo tipo di azioni sia possibile fermare un treno in corsa si sbaglia di grosso. Messina ha trovato un’azienda in perdita con la prospettiva di far perdere centinaia di posti di lavoro. E cosa ha fatto? Ha tolto il sistema di corruzione che passava per i settori dirigenziali fino ai lavoratori e a cui una parte della politica catanese ha strizzato l’occhio. In questa azienda deve essere stato toccato qualcosa di grosso».

Il governatore ha poi precisato quanto sia fondamentale non abbandonare Messina:«Adolfo ci ha messo la faccia denunciando un sistema vergognoso. Ma non è solo! Accanto a lui c’è la brava gente, la buona politica. Questa non è la sua battaglia ma la nostra, di tutti i cittadini siciliani onesti. Messina è un cittadino che fa onore alla sua regione e alla sua città».

Assenza ingiustificata quella del sindaco della città metropolitana di Catania, Enzo Bianco, che notata da Crocetta, è stata commentata così dallo stesso governatore: «Cu voli va, cu non voli manna. Ma non tocca a me polemizzare col sindaco della vostra città».

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