Ti trovi qui
Home > Apertura > Siracusa, guai per 10 dipendenti comunali: concussione e abuso d’ufficio

Siracusa, guai per 10 dipendenti comunali: concussione e abuso d’ufficio

SIRACUSA

Venti di bufera scuotono palazzo Vermexio. Le indagini condotte dai pubblici ministeri a Palazzo di Giustizia – a seguito delle dichiarazioni rese dalla consigliera Simona Princiotta e dall’imprenditore Francesco Abruzzo, poi rivelate di recente anche in una conferenza stampa – sono giunte al capolinea. Difatti dieci tra funzionari e dirigenti  sono stati raggiunti da un avviso di conclusione indagini, i reati contestati vanno dalla concussione all’abuso d’ufficio.  Tra i dirigenti a cui è stato contestato l’accusa di concussione l’ingegnere capo Natale Borgione, i dipendenti Sebastiano Reale e Sergio Russo, abuso d’ufficio per i dirigenti Enzo Migliore, Enzo Miccoli, Loredana Caligiore, Salvatore Correnti e i funzionari Rosario Pisana, Giovanni Parisi e Rosaria Garufi (ex dirigenti perché in pensione).

Tutto parte da Francesco Abruzzo, presidente della cooperativa Stes, che ha raccontato di aver presentato una denuncia nell’agosto 2015, la sua cooperativa dal 2000 si occupava di manutenzione stradale,  dal 2011 il servizio è stato in regime di proroga, poi nel 2015 la gara d’appalto è stata vinta da un’altra impresa. Ed ecco il nodo, e di seguito la denuncia di Abruzzo. L’imprenditore per circa quindici anni – ha affermato –  di aver pagato tangenti, anche sotto forma di regalie e  assunzioni a funzionari e dirigenti del Comune di Siracusa per garantirsi la continuità lavorativa.  Dal 2015 in poi con i dipendenti è a casa, da lì la decisione di querelare il malaffare. Una storia raccontata in un incontro pubblico (quindici giorni addietro), alla presenza del deputato nazionale del Pd Pippo Zappulla e del consigliere comunale  Simona Princiotta, nota per le continue battaglie contro ciò che definisce “sistema Siracusa e malaffare”.

«È un metodo che stiamo cercando di scoperchiare – dice Simona Princiotta, consigliere comunale dell’ area riformista– basandoci su atti concreti, registrazioni e denunce. Speriamo solo che la città e i siracusani ne abbiano un beneficio». Non si fa attendere il commento del parlamentare del Pd Pippo Zappulla, che ha fatto proprie le battaglie di trasparenza e di legalità: «Ho appena appreso la notizia che la Procura, incaricata di seguire le indagini sulla denunzia presentata dal presidente della Cooperativa Stes – sottolinea Zappulla – ha notificato un avviso di conclusione di indagini per reati di un certo peso. Pertanto domando al sindaco Garozzo: non era tutto trasparente? Consiglierei al primo cittadino, di fronte a quest’ennesimo schiaffo sul terreno della trasparenza e della legalità, se trova idoneo continuare a rappresentare Siracusa. Resta fermo il rispetto delle procedure e del diritto di ognuno a dimostrare la propria innocenza, ma sul terreno politico è un disastro in termini di credibilità e di autorevolezza in capo principalmente  al primo cittadino e alla sua Giunta».

 

di  Eleonora Zuppardi

Articoli Consigliati

Top