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Confindustria Catania dice NO a Sicindustria

CATANIA

Tre ore di dibattito acceso e alla fine ha prevalso il “No”. Confindustria Catania non sara’ una costola di Sicindustria ma godra’ di piena autonomia e capacita’ decisionale. La decisione e’ stata presa nel corso di un’assemblea fiume nella Sala Conferenze della St Microelectronics. 225 i voti contrari, la maggioranza qualificata che ha prevalso sui 101 “Si” al progetto di accorpamento. Tre gli astenuti, tra cui il presidente Domenico Bonaccorsi di Reburdone, che in mattinata ha presentato le sue dimissioni dopo otto anni di mandato. Nessuna fusione per incorporazione. Tra le righe: “No al diktat palermitano”. No alla presidenza unica di Montante, attuale presidente di Palermo, recentemente sottoposto a indagini per concorso esterno in associazione mafiosa.

Tra le voci raccolte questa mattina e che hanno avuto un peso determinante nella scelta del No quella di Saretto Leonardipast president e componente dei probiviri: «Catania ha dimostrato con orgoglio di non essere figlia di un Dio minore. La linea del No era nel cuore degli associati. Bisognava solo spiegare in maniera chiara che c’era un’alternativa all’accorpamento e che la volonta’ nazionale non era di creare una territoriale per Regione ma semplicemente di ridurre il numero di sezioni complessive. Come e’ avvenuto in Emilia Romagna, con tre sezioni, o in Toscana».

Adesso cosa accadra’?                                                                                                                                                         «La risposta e’ semplice – ci spiegano – Catania continuera’, perche’ ne ha tutto il diritto, di fare sentire la sua voce. Il peso e la forza della citta’ etnea sta nei 4400 impiegati della St Microelectronics, 1000 di Pfizer, 500 della Sibeg etc.etc. Siamo certi che Confindustria Catania sapra’ dialogare con il nazionale sulla base del buon senso che ha sempre contraddistinto la nostra associazione. Confindustria Catania con le sue 600 imprese e’ la piu’ importante dell’Isola. Unica “penalizzazione” sara’ l’impossibilita’, in un primo momento, di potere avere un rappresentante nel consiglio nazionale. Cosa che non avviene da parecchio tempo».

Il dibattito nel pomeriggio si e’ spostato su Siracusa dove l’assemblea ha votato No all’accorpamento. Anche Siracusa manterra’ la sua autonomia da Palermo.

 

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