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“Caso carbonchio”: nel pomeriggio riunione operativa

Tra i Nebrodi e l’Etna l’attenzione rimane alta dopo il ritrovamento di 15 carcasse di bovini. Dai controlli è emerso che su un campione di tre esemplari analizzati è stato rilevato carbonchio ematico ma il sospetto è che ad uccidere anche gli altri animali sia stato lo stesso batterio: il Bacillus anthracis. Alle 16 di oggi, intanto, a Bronte, riunione operativa tra il servizio veterinario dell’Asp 3 Catania, la Polizia Municipale e gli Uffici tecnici dei Comuni interessati. L’obiettivo è studiare misure rapide per disfarsi degli animali ritrovati morti, la maggior parte di essi sembrerebbe essere stata ritrovata sul versante dei Nebrodi. Oggi l’Asp provinciale potrebbe fornire dei facsimile di tabelle e alla luce di queste elaborarne di nuove da porre al confine con alcuni terreni individuati per impedire l’ingresso. Le ragioni sono di sicurezza per evitare qualsiasi eventuale rischio. L’attenzione è costante ma non sembra possa e debba esserci alcun particolare allarme.
Nei giorni scorsi era stato il capo del Dipartimento Veterinario dell’Asp3 di Catania, Tonino Salina, a chiarire la situazione, sottolineando come fosse stato «individuato l’allevamento di origine» e come avesse preso il via «la vaccinazione per il bestiame della zona».
«Posso affermare – aveva anche detto – che non esiste alcun pericolo per il consumo di carne o latte. Molti ristoranti del comprensorio sono stati ispezionati per evitare qualunque rischio».
Annunciata inoltre un’ulteriore nota da parte dell’Asp attesa per il primo pomeriggio di oggi.

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