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Sit-in ex lavoratori Comes: «Vogliamo garanzie sul futuro occupazionale»

SIRACUSA

Priolo. Sit-in giorno e notte per oltre 150 lavoratori Comes. Gli operai sono stati licenziati e con le forze sindacali di Cgil, Cisl e Uil, hanno deciso di scioperare finché non riceveranno da parte delle committenti delle risposte certe per il loro futuro lavorativo. Il titolare Bascetta ha da poco portato la documentazione in tribunale dichiarando cosi cessata l’attività, e di conseguenza la fine del rapporto di lavoro per gli operai. Una situazione di stallo che ha portato nei giorni passati a diversi incontri, tra la Prefettura, la Confindustria e i sindacati. Il prefetto di Siracusa, Armando Gradone, ha offerto – ancora una volta – la possibilità di istituire un tavolo di concertazione e di trovare un accordo che non scontenti le parti. Una soluzione che non convince per nulla i lavoratori che hanno stabilito come le manifestazioni di protesta non si fermeranno, dal blocco delle autobotti alle notti da trascorrere davanti alle portinerie.

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«È una scelta obbligata – dicono i lavoratori davanti all’ingresso Isab – non riusciamo più a dormire, a fornire rassicurazioni alle nostre famiglie, a sapere se riusciremo a pagare i mutui e le varie spese. Non sappiamo se e quando troveremo occupazione, ma abbiamo una consapevolezza: non possiamo arrenderci».
Ieri sera una nota dei dirigenti dell’Isab ha precisato come «il blocco delle portinerie da parte del personale della Comes è avvenuto a danno dell’unica azienda che ha dimostrato attenzione e sensibilità alla vertenza e rischia di pregiudicare l’operatività della raffineria stessa. Infatti, gli azionisti di Comes, titolare di un contratto con Isab del valore di 10 milioni di euro, hanno deciso spontaneamente di mettere in liquidazione la società e di licenziare tutto il personale dopo soli sei mesi dall’affidamento del contratto. È necessario chiarire come dei 156 lavoratori coinvolti nella vertenza solo 50/70 sono riferibili al contratto che la committente aveva con Isab. Purtroppo in modo strumentale si è tentato di addossarle l’onere di ricollocare tutto il personale (che lavorava per altre aziende) sotto la minaccia dei blocchi».
Ieri l’Isab ha mostrato ulteriore interesse alla problematica, ma l’accordo sottoscritto da tutte le parti intervenute è stato stracciato solo un’ora dopo.

di Eleonora Zuppardi

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