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Immigrati. Scontro a Melilli per le aperture dei centri di accoglienza

SIRACUSA

Da giorni la comunità Melillese è spaccata tra i fautori e i contrari sulle nuove aperture di centri per l’accoglienza di immigrati. Furbate, tranelli, dichiarazioni e smentite, attacchi personali e “comparsate

Melilli. Fa discutere l’apertura di strutture per immigrati. Al centro del dibattito i cittadini della comunità iblea di Melilli, i rappresentanti politici dell’amministrazione, e alcuni esponenti politici. Tra il sì e il no, si aprono scenari di ogni tipo, da chi presenta esposti a chi denuncia pubblicamente e sulle piazze mediatiche che gli immigrati non sono graditi, a chi invece dichiara come questi siano ben accolti qualora si creassero nuovi centri. Un tema che divide e che unisce al contempo tante persone specie perché si tratterebbe anche dell’apertura di un posto che ospiti minori non accompagnati. Il dibattito è entrato nel vivo in aula con diversi Consigli comunali, incontri con i cittadini, proclami e smentite.
«La maggioranza consiliare targata Pd-Udc – precisa Sebastiano Zappulla, rappresentate di Sinistra italiana, ex vicesindaco – in opposizione all’Amministrazione approva, in una stanza consiliare incandescente, un documento che dice tutto e il contrario di tutto. Il sindaco Cannata, sostenuto da una parte della minoranza consiliare, risponde con una delibera dal contenuto opposto e da attacchi forti: «Sui centri di accoglienza per minori non accompagnati alcuni esponenti politici hanno un diretto interesse personale».

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Se restiamo agli atti e alle dichiarazioni (registrate) rilasciate duranti i vari consigli comunali potremmo dichiarare che sulla questione immigrazione si è consumato un ulteriore scontro politico tra due opposte fazioni che sembrano concentrate più sul farsi la guerra in vista della prossima tornata elettorale che sull’interesse generale della comunità melillese. Furbate, tranelli, dichiarazioni e smentite, attacchi personali e comparsate: la politica a Melilli? Ormai è solo questo. Eppure, non è una comunità intollerante e razzista».

Zappulla soprattutto fa notare come i cittadini abbiano un forte sentimento rivolto all’accoglienza che deriva dalla storia che lega molti paesani all’immigrazione.
«Noi siamo emigrati in America, negli Stati Uniti – conclude Zappulla – nella cittadina di Middletown in cerca di fortuna; ciascuno di noi ha un parente che vive lì. Noi abbiamo accolto, e ancora lo facciamo, i bambini vittime della guerra dei Balcani. Noi con l’interesse e il business degli immigrati, con la guerra politica sulla pelle degli ultimi non abbiamo e non vogliamo avere niente a che fare, e l’accoglienza dev’essere unicamente una scelta di umanità e solidarietà». Di parere opposto il primo cittadino Giuseppe Cannata che ha fatto apporre dei manifesti chiari per ribadire il suo “no” all’apertura di nuovi centri. «Concittadini, vi confermo la mia promessa: fin quando sarò sindaco, non autorizzerò nessuna nuova apertura di strutture per immigrati, né di prima o seconda accoglienza né di ogni ordine, genere e grado, così come comunicato al Prefetto di Siracusa, Armando Gradone, con delibera di Giunta».
È il passaggio centrale della comunicazione rivolta da Giuseppe Cannata ai residenti di Melilli, Città Giardino e Villasmundo ha anche una connotazione politica.
«Il territorio di Melilli ha già dato abbastanza – si legge ancora nel documento – se il prossimo anno, Pippo Sorbello e Salvatore Sbona, vinceranno le elezioni amministrative, potranno far aprire tutte le strutture per migranti che vorranno ma, fin quando ci saremo io e la mia Giunta, i loro interessi non avranno successo». Cannata accusa poi Sorbello e Sbona di aver «compiuto un colpo di mano nell’ultimo consiglio comunale, approvando una mozione ambigua perché potrebbe prevedere la possibilità di aprire centri di seconda accoglienza e dunque per minori non accompagnati».
Da qui la rabbia della minoranza a ogni genere di centri di accoglienza. Ma vero pure che dopo la mozione – approvata venerdì in seconda convocazione dalla maggioranza – (Sorbello, Sbona, Marchese, Pierfrancesco Scollo, Caruso, Magnano, Ribera, Russo, Didato e Midolo), del Consiglio comunale, restano però le tensioni e le polemiche. Il provvedimento non è piaciuto, infatti, alla minoranza (Cannella, Scibilia, Annino, La Rosa, Nuccio Scollo, Carta, Gigliuto, Castro, Giampapa), perché giudicato ambiguo. Giuseppe Corradino, delegato amministrativo di Città Giardino, è stato tra coloro i quali si sono battuti con maggior veemenza al fianco dei residenti che sono contrari alla realizzazione di centri.
«È chiaro che la gente non vuole altre strutture – dice Corradino – e ha manifestato il suo disagio occupando i locali della delegazione amministrativa, elaborando un documento indirizzato al prefetto per esprimere il proprio disagio e la propria preoccupazione. Il Consiglio comunale però, votando il documento della maggioranza, lascia aperta qualche possibilità per i centri di seconda accoglienza e questo comunque ci preoccupa».
È proprio il caso di dire che nonostante si siano tenuti diversi consigli comunali, riunioni, assemblee con la partecipazione di numerosi cittadini, la questione è ancora aggrovigliata come una matassa.

di Eleonora Zuppardi

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