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Siracusa, Carmen Castelluccio rompe il silenzio: «Querelerò Simona Princiotta»

SIRACUSA

Carmen Castelluccio, ex segretaria provinciale del Pd, decide di rompere il silenzio e di non aspettare più i tempi legati alla magistratura per dichiarare come le proprie azioni siano all’insegna della trasparenza

Carmen Castelluccio, consigliera comunale del Pd, a seguito della conferenza stampa tenutasi ieri mattina dalla collega Simona Princiotta, il giorno dopo l’audizione della stessa in commissione Antimafia Ars, replica alle accuse precisando quali “inesattezze” siano state dette. «Per rispetto del lavoro dei magistrati – dice Castelluccio – non avevo, fino a ora, ritenuto di intervenire ma la gravità di quanto affermato, anche in sede di commissione regionale antimafia, mi costringe a replicare». La Castelluccio e il marito Pino Pennisi sono stati accusati di aver condizionato nel 2004 i funzionari del Comune di Siracusa per concedere un contributo all’associazione Zuimama, affiliata ad Arciragazzi, per lo svolgimento di un campo estivo, nell’estate del 2015. «Io e mio marito avremmo agito – continua Castelluccio – secondo la Princiotta, in concorso con i funzionari per definire la determina di affidamento e accelerarne l’approvazione, ricevendone un vantaggio economico perché Zuimama, pur essendo una autonoma associazione nata nel 2013 con un suo gruppo dirigente e una sua sede, era di fatto, secondo la falsa ricostruzione elaborata dalla consigliera, governata da mio marito presidente dal 1988 di Arciragazzi Siracusa. Ed io per ricevere questo contributo – in qualità di consigliere comunale – avrei patteggiato la disponibilità a votare il bilancio del 2014. Cosi come non è assolutamente vero che tra i file trovati nel computer di Arciragazzi, fornito da mio marito, ci sia la bozza della determina usata dai funzionari dell’ente cittadino per affidare il progetto a Zuimama». La Castelluccio precisa come sia stata diffamatoria l’ affermazione della Princiotta «che in una registrazione di un consigliere comunale s’attesti che io abbia ricevuto un contributo di 12 mila euro per approvare il bilancio 2015. E’ una falsità dimostrata dagli stessi atti d’indagine, comprese la trascrizione delle registrazioni.   La ricostruzione  riproposta, è frutto solo di teorie diffamatorie della Princiotta. Aggiungo inoltre che sarebbe stato veramente inspiegabile che la segretaria provinciale del Pd bocciasse, come consigliera, il bilancio presentato dalla giunta che governa la città, voto favorevole espresso anche nel 2013». Da qui la decisione dell’ex segretaria del partito democratico di querelare la collega Princiotta «come ho già fatto in altre occasioni, esporrò una denuncia per le gravi e false affermazioni fatte nelle sue dichiarazioni di ieri».

di Eleonora Zuppardi

 

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