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Pensioni, agevolazioni dopo 35 anni di contributi: i sindacati si oppongono

ROMA

In queste ore nei palazzi della politica romana si sta discutendo della legge di bilancio ma il tema caldo resta sempre quello relativo alle pensioni. Sul tavolo il così detto “ape” ovvero il pensionamento anticipato su cui Governo e sindacati si stanno confrontando, senza, però, grande successo. Pare che per accedere all’Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. A sostenere questa teoria è il segretario confederale della Uil Domenico Proietti che al termine dell’incontro governo-sindacati a Palazzo Chigi iniziato alle 8 di stamattina ha fatto sapere che «Su questi “livelli minimi” il sindacato sta ancora discutendo per cercare di abbassarli».

Per quanto riguarda, invece, l’ “Ape social”, ovvero l’anticipo pensionistico senza penalizzazione, il tetto fissato dal governo nella legge di Bilancio è di 1.350 euro lordi. Un’ipotesi che non sposa le richieste delle sigle sindacali: «Noi pensiamo che questo tetto debba essere un po’ alzato» ha aggiunto Proietti. A confermare quanto sostenuto dall’esponente dal segretario Uil è la Cgil che su Twitter ha scritto: «Il governo Renzi si rimangia la parola: 30 anni di contributi invece di 20 per l’Ape social. Gli antibiorici a Matteo Renzi non fanno effetto».

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