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#LoStiamoFacendo, salvato l’ospedale “Piemonte” di Messina

MESSINA

Una nuova insegna e un ospedale che rimane al centro di Messina, dopo la paventata chiusura.
E’ fissata per lunedì 17 ottobre alle 11,30 l’inaugurazione del nosocomio nato dalla fusione tra ospedale Piemonte e IRCCS Centro Neurolesi Bonino-Pulejo.
Il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, e il presidente dell’Ars, il messinese Giovanni Ardizzone, sono tra gli invitati all’evento che – come ormai vuole la consuetudine nell’era 2.0 – viene taggato con l’hashtag #lostiamofacendo.
Vi è pure un testimonial di rilievo nazionale, Marco Storari, portiere del Cagliari, rimasto legato alla città dello Stretto dopo aver indossato la maglia del Messina nella felice stagione della Serie A.
Si apre, così, un nuovo capitolo della sofferta vicenda del Piemonte, che negli ultimi anni ha corso il serio pericolo di essere totalmente cancellato, per far posto a realtà sanitarie che non avrebbero, però, compreso il Pronto Soccorso e i reparti ad esso collegati, prevedendo il trasferimento all’altro presidio della medesima Azienda, l’ospedale Papardo, in zona nord, e togliendo l’importante punto di riferimento al centro della città.
Pare abbiano avuto qualche esito positivo le lotte promosse dal Comitato “Salvare l’ospedale Piemonte”, con le periodiche manifestazioni e i diversi esposti in Procura, nonché l’appello alla Protezione Civile Nazionale per l’importanza quale punto di emergenza in caso di calamità.
Oggi l’ospedale Piemonte, con la gestione ceduta all’importante Istituto di assistenza riabilitativa e ricerca del Centro Neurolesi, vede il mantenimento del Pronto Soccorso e reparti ad esso collegati come Rianimazione, Cardiologia, Neurologia, Chirurgia e Ortopedia.
Proprio in questi giorni – come risulta da un comunicato diramato dall’IRCCS –, quattro vite sono state salvate nel giro di 24 ore, grazie alla sussistenza del Pronto Soccorso nel fulcro di una città estesa in una lunghezza di 60 Km. Due uomini e una donna colpiti da infarto e un’altra donna in arresto cardiaco hanno ricevuto con esito positivo l’assistenza dei sanitari del Piemonte. Non vogliamo neanche pensare cosa sarebbe potuto accadere se queste persone avrebbero dovuto essere trasportate al più lontano Papardo oppure presso il Policlinico Universitario, il cui congestionamento del Pronto Soccorso, è stato denunciato persino dal Rettore dell’Ateneo.

di Carmen Di Per

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