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“Le Zagare” in vendita, Fiscella: «42 milioni? Cifra fuori mercato…»

CATANIA

Il parco commerciale “Le Zagare” di San Giovanni la Punta affigge il cartello vendesi. E il prezzo base d’asta, stabilito da un perito del Tribunale, è di ben 42 milioni e 246 mila euro. Alla base dei motivi di vendita, la liquidazione di Aligrup, gestita dalla sezione fallimentare del Tribunale e dalla Corte d’Appello penale.

Il liquidatore giudiziale Alessandro Fiscella, a cui è affidata la gestione del parco commerciale, spiega che la scelta di vendere seppur a malincuore è necessaria. «Gestisco il centro commerciale “Le Zagare” dal maggio 2013 e tante cose sono cambiate: sicuramente migliorate in questi 3 anni – racconta Fiscella – questa decisione infatti è legata alla vicenda Aligrup, in procedura concorsuale dal 2012 ed ora la vendita è una scelta obbligata. L’obbligo è proprio quello di vendere il parco commerciale a beneficio dei creditori».

Molti i dubbi sul prezzo di base, 42 milioni che per certi versi sembrano non rappresentare il valore aziendale effettivo, ma che si contrappongono alla dura realtà di mercato: con un prezzo di base così alto diventa più difficile trovare un acquirente disposto a non tentare il ribasso. «E’ stato un perito inviato dal Tribunale a stimare il valore del centro – continua Fiscella – ma di certo questi 42 milioni di euro sono una cifra irrealizzabile, in questo momento fuori mercato. Senza contare che il perito, nell’analisi, ha soltanto fatto una stima dal punto di vista puramente immobiliare, tralasciando gli altri fattori aziendali che incidono notevolmente sul prezzo finale. Ad esempio, negli ultimi due anni, siamo passati da 2 a 4 milioni di visitatori e questi sono numeri incoraggianti per il territorio e le fatturazioni dei nostri negozi sono in continua crescita».

La prima asta è fissata per martedì 8 novembre e sono già in corso delle trattative con potenziali futuri acquirenti. «Abbiamo già intrapreso dei rapporti con alcuni soggetti – conclude il dottor Fiscella – pare che il centro interessi a più di qualcuno. Siamo già in trattativa, anche se ancora è tutto da vedere. E’ anche molto probabile che l’8 novembre, primo giorno d’asta, non si riesca a concludere. Magari si presenteranno pochi o magari non riusciremo a trovare qualcuno interessato pronto a investire 42 milioni di euro. E’ certo però che tutti cercheranno l’affare e sicuramente molti tenteranno il ribasso…».

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