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Catania, l’effetto post dichiarazioni del prefetto e il mal di pancia dei consiglieri

Le affermazioni di Maria Guia Federico hanno prodotto scompiglio in seno al Consiglio comunale

CATANIA

Negli ultimi giorni sono stati frequenti i mal di pancia al consiglio comunale di Catania. La nomina di Giuseppe Ferraro alla direzione del Personale è stata accolta con soddisfazione nel gruppo di lavoro di Giovanni La Via, anche se non sono mancati i mugugni per qualcosa che poteva esserci e non c’è stato. Il malumore deriverebbe dal mancato ingresso in Giunta, una delega venuta a mancare all’ultima istante. Anche una posizione di responsabilità nelle partecipate sarebbe stata gradita. Passaggi ai quali si aspirava con fiducia e che erano stati messi in conto.

L’europarlamentare annovera tra i suoi uomini 3 consiglieri particolarmente agguerriti, per quanto qualche malalingua in seno al consiglio li etichetti come attivi sostenitori della maggioranza facendo finta di essere opposizione.

È bene rammentare che Ferraro è stato segretario particolare di Giuseppe Castiglione e sino a qualche giorno addietro, prima del nuovo incarico, assistente parlamentare proprio di Giovanni La Via. La sua legittima nomina ha suscitato, però, la reazione veemente di Matteo Iannitti di Catania Bene comune, contrario perché Ferraro era risultato solo tra gli idonei «Questa è la Catania che non ci piace – ha commentato Iannitti – quella da cui si scappa, che umilia e allontana. Quella senza speranza».

Ma il mal di pancia più forte, quello dall’effetto destabilizzante, arriva dalle dichiarazioni dei giorni scorsi del prefetto Maria Guia Federico rilasciate alla Commissione Nazionale Antimafia. Il prefetto chiarisce che «non esiste un condizionamento dell’ente» ma precisa che «i rapporti di parentela riguardano consiglieri, comunali e di circoscrizione, sia di maggioranza che di opposizione». Un passaggio che sembra abbia provocato enorme scompiglio, perché ha il suono sinistro della delegittimazione.

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