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Allerta su Etna e Nebrodi, ritrovati animali uccisi dal Carbonchio

E’ stato di massima allerta nei comuni di Randazzo, Bronte, Maletto e Maniace all’indomani del ritrovamento di una decina di carcasse di animali sospettati di essere stati uccisi dal carbonchio, un’infezione acuta causata dal batterio Bacillus anthracis. L’ordinanza emessa dai sindaci indica quali sono gli obblighi ed i provvedimenti contro le malattie infettive e impone l’isolamento in via precauzionale di una vasta area di territorio, dieci chilometri intorno al luogo del ritrovamento. Sotto controllo anche i Comuni di Santa Domenica di Vittoria, Floresta, Tortorici, Longi, e Cesarò dove vige il divieto di  accesso, di pascolo, di raccolta funghi.

Il capo del Dipartimento Veterinario dell’Asp3 di Catania, Tonino Salina, chiarisce quale e’ la situazione e tutte le misure di prevenzione che sono state attuate per la sicurezza dell’uomo e degli animali: «E’ stato individuato l’allevamento di origine e, subito dopo, e’ partita la vaccinazione per il bestiame della zona che si concludera’ nei prossimi giorni. Quando saranno revocate le misure di Polizia veterinaria. Contemporaneamente tutti i medici di base hanno ricevuto indicazioni su come trattare eventuali sintomi di contagio sull’uomo, come prurito sulla mano, curabile con un antibiotico. Posso affermare che non esiste alcun pericolo per il consumo di carne o latte. Molti ristoranti del comprensorio sono stati ispezionati per evitare qualunque rischio».

Dall’Asp riferiscono che «sono state rispettati in maniera rigida tutti i protocolli». Per il prelievo e’ stato recuperato parte dell’orecchio, evitando la fuoriuscita di sangue dall’animale e dunque la diffusione del batterio sul terreno. Questo batterio, infatti, per autodifendersi si racchiude in un guscio che, depositato sotto terra, puo’ vivere fino a 40 anni. Ecco perche’ si parla di “campi maledetti”. Il carbonchio si trasmette tramite l’acqua, alimenti, per contatto diretto, per carni infette. Se trasmesso, nell’uomo può dare origine ad una grave infezione che colpisce i polmoni e nei casi più gravi le meningi.«E’ questo e’ il motivo per cui sono state adottate le massime misure cautelative»assicurano.

L’iter e’ durato all’incirca quindici giorni. Il 21 Settembre il rinvenimento della prima carcassa, il 22 l’isolamento del batterio dall’Istituto Zooprofilattico di Catania che, sotto il coordinamento del direttore Anna Marino, ha inviato il materiale per ulteriore verifica al centro di referenza nazionale di Foggia, come impone il protocollo. «Posso affermare che la situazione e’ sotto controllo – ci ha spiegato il dirigente – A Catania abbiamo un laboratorio adeguato agli agenti di biosicurezza, per fare fronte alla diagnosi e fornire il contributo epidemiologico opportuno».

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