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Siracusa, Princiotta all’Antimafia: «Il Comune va commissariato»

SIRACUSA

All’audizione in commissione regionale Antimafia tenutasi ieri mattina ha chiesto il commissariamento del Comune di Siracusa producendo documentazione audio, video e fotografie che vedono coinvolti alcuni esponenti dell’amministrazione cittadina, sia politici sia funzionari.  Si tratta di Simona Princiotta, consigliere comunale dell’area riformista del Pd, in minoranza al civico consesso, guidato dal sindaco Giancarlo Garozzo, appartenente alla corrente renziana del partito. La Princiotta – stamane in una conferenza stampa durata oltre un’ora – ha raccontato per sommi capi le domande rivoltele dai componenti dell’organo isolano presieduto da Nello Musumeci. Ha ribadito di non avere alcun rapporto con il pentito Rosario Piccione, accusando il primo cittadino di conoscerlo e di “esserne fin troppo vicino”. Ha chiesto al primo rappresentate del Vermexio di produrre  un certificato ex art. 335 c.p.p. (viene emesso su richiesta delle persone interessate ed attesta le iscrizioni, nei registri in dotazione all’Ufficio di Procura, dei fascicoli ancora in fase di indagini preliminari). E poi, è entrata nel dettaglio della sua attività di denuncia svolta in aula, che in questi anni  ha riguardato vari punti e “toccato” vari interessi, tutto con nomi e attività correlate. «Ho prodotto – sottolinea  Princiotta – atti e certificati  che provano l’esistenza di un “Sistema Siracusa”  corrotto e malato, documentazione che ho fornito agli organi competenti. In commissione sono stata interrogata per oltre due ore e su diversi punti, dai documenti portati in aula su asili nido, impianti sportivi, tassa di soggiorno, e anche dettagli sulla mia vita personale e su quella dei miei figli». Princiotta durante la conferenza stampa è stata un fiume in piena raccontando come l’organo regionale antimafia si sia soffermato sui profili di singoli consiglieri, di dirigenti, e di funzionari comunali coinvolti. «Particolare risalto – precisa – hanno avuto le verifiche sui contributi percepiti dai signori che ho denunciato, e dalle società di diritto e di fatto coinvolte, nonché di un aspetto non trascurabile per quanto riguarda gli asili nido e gli impianti sportivi: l’assenza di Durc (documento unico di regolarità contributiva) e della relativa nota dell’Anac». Tanti i temi caldi denunciati, ma ha destato particolare attenzione quello relativo sulla gestione delle elargizioni economiche alle associazioni che vede coinvolta «l’ex segretaria provinciale del pd, Carmen Castelluccio – afferma Princiotta – ma anche  alcuni dipendenti come Rosaria Garufi, Caterina Galasso, e vari rappresentanti di associazioni socio-culturali». Una conferenza che ha tracciato un bilancio negativo sulle varie attività di palazzo Vermexio, sui rapporti e sugli interessi che Princiotta vede intrecciati tra loro, ma che a suo dire “non rispettano il solco della legalità”. Ed è proprio su quest’ultimo nodo non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino Giancarlo Garozzo, che in una nota ha precisato come:«È  falso che intrattengo rapporti, diretti o indiretti, con il collaboratore di giustizia Rosario Piccione, che non ho mai né conosciuto né sentito. Le prove di cui parla la consigliera Princiotta, dunque, non possono esistere oppure sono state costruite ad arte, ed è per tale ragione che il mio avvocato è già al lavoro per presentare un’altra denuncia per calunnia».

di Eleonora Zuppardi

 

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