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Messina, stagione a rischio? Trasferta a Catania come una…scampagnata

MESSINA

E’ un marasma in casa Messina. Secondo quanto si apprende, i giocatori, in occasione del derby, sono arrivati a Catania a poche ore dalla gara, senza programmare il ritiro prima di un derby importante. Intanto l’Unione stampa sportiva di Messina risponde al club dopo il comunicato che chiude ai giornalisti le conferenze stampa settimanali: “clima da sempre conflittuale”.

Il Messina ha i fondi per proseguire la stagione? Se il presidente Stracuzzi fino a pochi giorni fa ha professato ottimismo (gli obblighi previsti per il 16 ottobre saranno rispettati) la domanda sul futuro resta però aperta. Se è vero, secondo quanto appreso, che la squadra è venuta a Catania a tre ore dal derby, è lecito interrogarsi. A raccontare come si sarebbe svolta l’immediata vigilia del match vengono i brividi: dopo la rifinitura, nessuno mangia alla foresteria del San Filippo (il ristorante sarebbe non gradito). L’appuntamento dunque è alla sera in un ristorante del centro (?). I giocatori mangiano e tornano a casa. Partono per Catania poco prima delle 13 della domenica. Niente ritiro, così decide la società. Perché? Per carenze organizzative o, più probabilmente, di fondi? Possibile che una società professionistica non possa fare di meglio?

Quale futuro? La società ha già chiuso la porta in faccia a Barbera e a Proto (che però oggi incontra i tifosi). La scollatura fra la tifoseria e la proprietà è ormai evidente, come denunciato dal comunicato diffuso congiuntamente dai gruppi organizzati della Curva Sud. Nel settore giovanile è caos dopo le dimissioni del responsabile e la lettera pubblicata su facebook dal padre di un giovane atleta, con la dura presa di posizione del club nei confronti anche della stampa. A proposito di stampa, è di ieri un altro comunicato che fa discutere. Lo riportiamo integralmente.

“La società ACR Messina rende noto che, vista la costante assenza degli organi di informazione, l’eventuale svolgimento di conferenze stampa e le interviste, rilasciate durante la settimana, saranno gestite solo ed esclusivamente dall’ufficio stampa e dai suoi membri.

Inoltre, la società ACR Messina ribadisce, come da comunicato n. 93 del 10/10/2016, di aver dato mandato di perseguire gli organi d’informazione che pubblicheranno notizie prive di fondamento”.

Il club dunque va allo scontro, con tutte le parti in causa. Non il massimo, insomma. Se poi, si pensa ai tanti avvicendamenti di ruoli. In panchina e in società, ecco spiegati cinque mesi di caos.

Alla nota del Messina ha risposto senza mezze misure la sezione provinciale dell’Ussi (Unione stampa sportiva): clima da sempre conflittuale e non collaborativo, si legge nel comunicato.

“L’Ussi Messina esprime stupore per la decisione dell’Acr Messina calcio di annullare le conferenze stampa settimanali e di affidare all’ufficio stampa il compito di procedere alle interviste dei tesserati da girare poi alle varie testate. Tutto ciò sul presupposto della scarsa presenza di giornalisti ai vari appuntamenti fissati dall’ufficio stampa. Affermazione palesemente errata in quanto, ad esempio, alla conferenza pre-gara del sabato dell’allenatore partecipano solitamente 7/8 giornalisti in rappresentanza di altrettante testate.

La decisione della società appare pretestuosa ed è il frutto di un rapporto da sempre conflittuale e non collaborativo. Come dimostrano le continue affermazioni lesive della dignità di alcuni giornalisti sportivi messinesi fatte in passato e reiterate di recente dal presidente dell’Acr Messina. Il nostro compito è quello di informare la città senza nascondere nulla, nel bene e nel male, non quello di scrivere quello che fa piacere al dirigente di turno”.

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