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Casa confiscata alla mafia e data in affitto, agevolati gli indigenti

SIRACUSA

In affitto a canone agevolato una casa sequestrata alla mafia. L’immobile è stato locato da una famiglia di indigenti ad una tariffa di 1,80euro  a metro quadrato – ridotta oltre la metà –  rispetto al prezzo vigente di 4 euro a mq. E’ una decisione assunta dall’assessorato alle Politiche abitative che in accordo con il Sunia- Cgil ha applicato le tariffe vigenti nel 2007. Una scelta che cerca di trovare una soluzione alla piaga sociale delle ordinanze di sfratto eseguite nel 2015 e ancora in atto in provincia di Siracusa. Si tratta di un dato allarmante perché  sommato a quello degli anni precedenti rappresenta l’alto rischio per tante  famiglie aretusee di perdere la propria abitazione e di ritrovarsi a vivere sotto un ponte. Basti pensare che sono oltre seicento gli affittanti (in totale negli ultimi cinque anni ) con un’ordinanza di sfratto esecutivo nel solo territorio aretuseo. Un numero che al momento non sembra destinato a subire aumenti sostanziali, perché i dati  registrati a partire dal 2011 “parlano chiaro” l’ incremento è pari a un centinaio di sfratti all’anno. «Proprio per queste ragioni – dice Salvatore Zanghì, segretario provinciale Sunia Cgil – stiamo sensibilizzando i Comuni aretusei ad applicare tutte le soluzioni possibili affinché le famiglie siano agevolate nell’affitto pagando tariffe convenienti». A ricevere l’ordinanza di sfratto esecutivo sono soprattutto  le famiglie, gli anziani, gli invalidi e le persone malate che, a causa della crisi economica e della situazione di indigenza in cui versano, non riescono  a pagare gli affitti perché non hanno i soldi per farlo. In Provincia di Siracusa – secondo il Sunia Cgil – per evitare che il fenomeno diventi allarmante è necessario un tavolo di confronto immediato con le istituzioni. «Bisogna porre massima attenzione – continua Zanghì, segretario Sunia – affinché non diventi una vera e propria emergenza sociale. Per tali ragioni è importante pianificare una serie d’interventi, da quelli basati sulla legalità a quelli legati al controllo degli immobili liberi perché non vengano occupati abusivamente.  Ma anche e soprattutto a una politica nuova che punti a realizzare una rete tra gli enti coinvolti, i cittadini che possiedono immobili da affittare e i bisognosi. Come? Creando un protocollo d’intesa per gli affitti a costo calmierato cosi come oggi è avvenuto con il Comune». E se da un lato le organizzazioni sindacali  richiedono  agevolazioni, ristrutturazioni degli immobili esistenti e sgravi fiscali, dall’altro l’amministrazione aretusea ha anche attivato un servizio di informatizzazione degli alloggi popolari, un progetto che affiancherà le ispezioni della polizia municipale utile a verificare che gli affittanti siano in regola e soprattutto che non ci siano immobili occupati in modo abusivo.

di Eleonora Zuppardi

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