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Precedenza ai treni del Nord, ecco l’Italia a due velocita’ – VIDEO/FOTO

ROMA

Treno 727: partenza da Roma Termini alle ore 11.26, direzione Siracusa. Dalla capitale comincia il viaggio per l’Italia a due velocità. Orario previsto 21.26. Dieci lunghe ore per attraversare lo stivale e arrivare fino alla punta estrema della nazione. La prima immagine  che si offre ai nostri occhi non lascia spazio all’immaginazione. Binario 16: tutte le destinazioni del Nord Italia possono essere raggiunte attraverso modernissimi Minuetto o Freccia bianca e rossa. Nel binario 14 invece arriva un mezzo datato diretto verso la citta’ barocca. La prima domanda sorge spontanea: perché esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B se paghiamo tutti le stesse tasse?

13:36, Napoli centrale. Ecco la linea, neanche troppo immaginaria, che segna il confine tra l’Italia del centro-Nord e il Sud. Fin qui la modernità. Man mano che si scende e’ come fare un tuffo nel passato.  Non inteso, purtroppo, come storia e tradizione ma come arretratezza.  13.40 il treno si ferma. Da questo punto il buio e il silenzio per circa un’ora. Funzionari di Trenitalia girano in lungo e in largo per la stazione senza dare alcuna informazione sulle motivazioni del ritardo. Solo alle 14.45 si affaccia il capotreno che, sollecitato dal malcontento dei viaggiatori, ci fornisce la versione ufficiale: «Attesa del segnale dalla stazione centrale»Per chiarezza, il treno 727 arriva puntuale a Napoli ma per un’ora non arriva il via libera dalla«torre di controllo». Vediamo sfilare sotto i nostri occhi tutte le altre vetture giunte in ritardo che ottengono la precedenza. Invitandoci ad abbassare la telecamera un controllore rivela che e’ prassi«dare priorità alle Frecce dirette al Nord». Ecco la testimonianza di una passeggera che preferisce non essere ripresa in volto.

Superato l’intoppo si riparte e si prova a dimenticare l’attesa. Viaggiando in treno si ammirano scenari suggestivi che, man mano che si raggiunge l’isola, si tingono di colori intensi, paesaggi e cartoline uniche al mondo. Ma basterà questo per salvare il Meridione? È il caso di chiederselo e di mettersi nei panni di un turista. 

2treni villa san giovanni

Stazione di Villa San Giovanni, ore 18.30. E’ qui che ha inizio l’altro calvario. Quando pensi di essere arrivato vicino alla meta, comincia l’estenuante rito delle manovre. Staccare un vagone, ricongiungerne un altro, uscire dal traghetto con cautela. Ore 20.20 si riparte da Messina. Due ore per attraversare tre chilometri. Gli uomini possono e riescono a sopportare, con tanta pazienza. Sono ricompensati da un panorama appagante. Ma ci chiediamo, come fanno le merci  che ogni giorno raggiungono il Nord Italia ad arrivare fresche e genuine come quando sono partite?

E’ qui il nodo di tutto. La crisi non c’entra niente. Quintali e quintali di prodotti siciliani non possono raggiungere il mercato nazionale ed internazionale se incontrano tutte queste barriere. Ponte o non ponte? Non può essere la domanda che arresta ogni tipo di azione, il quesito che paralizza una terra e le impedisce di avere uguali opportunità delle altre. I passeggeri del treno si chiedono:«Possibile che lo Stato non se ne renda conto? E chi rappresenta quotidianamente l’Isola al parlamento nazionale, e’ pensabile che non abbia mai posto un’interrogazione, pretendendo risposte e risultati concreti?». Il concetto, in fondo, è semplice e si racchiude in una sola parola: Eguaglianza- Pari opportunita’. Articolo 3 della Costituzione italiana.

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