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Melma nel fiume Troina, tre indagati

TROINA

«Avrebbero agevolato lo smaltimento abusivo nelle acque del fiume Troina di consistenti quantitativi di fanghi di sedimentazione prodotti dall’impianto di potabilizzazione Ancipa di Troina (EN) e gestito da Siciliacque». Con questa accusa i carabinieri dei comando provinciale di Enna hanno notificato un avviso di conclusione indagini preliminari e una informazione di garanzia della Procura della Repubblica di Caltanissetta per un dirigente e un dipendente di Siciliacque. Questi ultimi sono indagati, in concorso tra loro, per gestione di rifiuti non autorizzata e attivita’ organizzate per il traffico illecito di rifiuti.

Dalle indagini, svolte dai carabinieri della compagnia di Nicosia e coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta,«gli indagati, in concorso tra loro, avrebbero agevolato, pur essendone a conoscenza, lo smaltimento abusivo, nelle acque del fiume Troina, di consistenti quantitativi di rifiuti non pericolosi, costituiti da fanghi di sedimentazione prodotti dall’impianto di potabilizzazione ANCIPA e gestito appunto da Siciliacque spa».

Una percentuale consistente di melme prodotte dal processo di potabilizzazione sarebbero state riversate nel fiume Troina, che scorre a valle dell’impianto, attraverso una canalizzazione interrata, realizzata ad hoc. Cio’, sottolineano gli investigatori,«per realizzare un maggiore risparmio dei costi di smaltimento dei fanghi stessi, che normalmente devono invece essere conferiti in discarica, e abbattere contestualmente il costo del personale da destinare al controllo degli impianti».

«Siciliacque risulterebbe responsabile per aver reso possibile la consumazione di quanto sopra senza porre in essere nessuna attivita’ di controllo e monitoraggio» affermano i militari dell’Arma. L’indagine, condotta dai carabinieri della compagnia di Nicosia, ha avuto inizio nel mese di agosto 2015 quando gli investigatori, insieme ad alcuni consulenti tecnici, effettuarono un’ispezione dell’impianto di Troina Ancipa, accertando l’esistenza di un tubo di scarico anomalo, inserito nella vasca dedicata al trattamento dei fanghi. La tubazione permetteva, all’occorrenza, lo sversamento dei fanghi in una griglia di scarico delle acque piovane verso il fiume a valle.

«Nel corso delle indagini e’ emerso come tale attivita’ di smaltimento illegale fosse una consuetudine e gli stessi operai ne fossero a conoscenza» spiegano gli investigatori. Le indagini hanno accertato realmente lo sversamento di fanghi nel fiume Troina,«tuttavia a seguito di accertamenti tecnici e’ stato documentato che non vi e’ una compromissione ambientale dell’acqua del torrente e dell’ecosistema» rassicurano dall’Arma.

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