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Licata, si dimette il sindaco Cambiano: «La legge non si applica»

AGRIGENTO

Il sindaco di Licata, Angelo Cambiano, nella tarda serata di ieri ha annunciato la sua volontà di dimettersi dalla carica di primo cittadino. Cambiano, giovane amministratore alla guida del grosso centro a pochi km da Agrigento, ha gettato la spugna. Un mandato davvero difficile, caratterizzato dalla sua più grande scommessa: la lotta all’abusivismo.

Licata, infatti, dopo 20 anni, grazie ad un lavoro propulsivo della Procura di Agrigento, è tornata ad abbattere i suoi “scheletri” avendo anche un risalto nazionale grazie ai media: diversi sono stati i talk e programmi che si sono occupati del “caso Licata”: sicuramente la più incisiva è stata “L’Arena” di Massimo Giletti in cui, lo scorso marzo, lo stesso Cambiano dichiarò guerra agli abusivi.

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La reazione fu cruenta: oltre alle continue minacce subite, ad un clima di tensione in cui da una parte ci sono gli abusivi e dall’altra le forze dell’ordine in assetto antisommossa, a Cambiano venne incendiata la casa di campagna, di proprietà del padre, in una zona rurale del paese. Immediate le reazioni con la convocazione di un Comitato per la Sicurezza: a Licata si presentò il ministro Angelino Alfano che, capita la situazione, decise di fare “quadrato” intorno al giovane sindaco. Gli assegnò la scorta permanente, ancora oggi lo è, e chiamò a raccolta tutte le istituzioni: dal prefetto, Nicola Diomede, ai procuratori Renato Di Natale e Ignazio Fonzo.

Una continua manifestazione di solidarietà che lo stesso Cambiano gradì e, per tale motivo, decise di proseguire il suo travagliato mandato elettorale.

Ieri sera, la svolta. Cambiano si dice “deluso” e “abbandonato” dallo Stato.
Il sindaco, che ha proseguito con le demolizioni dei manufatti abusivi, sostiene di essere stato lasciato “solo“.

«Mi erano state date rassicurazioni che la legge sarebbe stata applicata dappertutto – denuncia in assemblea – siccome alle rassicurazioni non sono seguiti i fatti, perché non vedo altri segnali in altri territori, ritengo profondamente ingiusto che lo Stato sia presente per portare avanti le demolizioni, ma non sia presente per ascoltare le richieste di aiuto di un sindaco quando non può pagare gli stipendi a fine mese. Siccome non ritengo che abbia senso rimanere nelle istituzioni, io lunedì preannuncerò le mie dimissioni in Consiglio comunale. Lo dico adesso perché non venga strumentalizzata questa mia intenzione. Sono sempre stata dalla parte del rispetto, ma quando hai la sensazione che la giustizia sia giustizia, quando non hai più questa sensazione, non puoi continuare».

«E’ vero, le sentenze si rispettano – dice Cambiano – ma non possono essere eseguite dopo 15 anni, o 20 anni. Ma, soprattutto, vanno rispettate ovunque, la legge non può essere applicata solo a Licata».

«Io non voglio rinunciare alla mia dignità, dirò a tutta Italia quello che penso, e se con qualcuno ho sbagliato, chiedo scusa», dice annunciando di volere convocare una conferenza stampa “con i media nazionali”. Proprio oggi riprendono le demolizioni, come previsto dalle sentenze emesse dal Tribunale di Agrigento.

Adesso la nuova tegola sul Comune di Licata, dove negli ultimi anni si sono dimessi due sindaci, coinvolti in vicende giudiziarie. E ora le dimissioni di Cambiano, il sindaco anti-abusivi.

di Giuseppe Castaldo

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