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Corte dei Conti, la decisione: possibile rimborso al Comune di Siracusa


SIRACUSA

Una volta tanto gli amministratori pubblici vengono chiamati in causa dalla Procura della Corte dei Conti non per forme di arricchimento personale, ma per aver votato delibere volte alla stabilizzazione di precari. Tutto parte il 29 febbraio del 2008 quando, proprio alla fine dell’esperienza amministrativa del sindaco Titti Bufardeci, la giunta municipale (oltre al sindaco c’erano gli assessori Visentin, La Bianca, Reale, Motta, Giuliano, Midolo, Romano, Regolo, Lo Curzio, Burti e Fileti) propone, con l’obiettivo di riorganizzare l’apparato burocratico del Comune, «per migliorarne efficienza, trasparenza e – anche, o soprattutto – economicità dei servizi», di attuare un piano di esternalizzazione con la costituzione di società ad intero capitale pubblico e con il principio dell’in house providing (quando amministrazione decide di ricorrere all’autoproduzione di beni, di servizi). Si proponeva così al consiglio comunale che approvava, all’unanimità, nel maggio successivo la nascita di quattro società che si sarebbero occupate d’informatizzazione, della gestione del patrimonio immobiliare e non del Comune, dei parcheggi e della pubblicità. Tutto  nasceva con il pieno assenso del ragioniere generale,  che sanciva la “sostenibilità economico finanziaria” dell’intera operazione. Per la verità nel corso della seduta consiliare non mancavano i distinguo, sia nella maggioranza sia nella minoranza dove i consiglieri comunali Gulino e Sorbello precisavano che si trattava di un semplice primo passo, limitando peraltro l’efficacia solo al 2008. Era poi il sindaco Visentin, con sue determine, che non passavano quindi nè del consiglio nè dalla giunta, nominava gli organismi delle quattro società, che venivano poi sciolte, senza aver mai operato, nel 2010. Pertanto il 16 novembre prossimo la Corte dei Conti stabilirà se gli emolumenti percepiti dagli amministratori di queste società dovranno essere rimborsati al Comune, per un totale di circa 209mila euro.

di Eleonora Zuppardi

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