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Catania, il senso vietato? «Non l’ho visto»

Storie di ordinaria inciviltà. I cartelli ci sono ma nessuno li nota (o fa finta di non notarli).

 

CATANIA

Ma quanto sono indigesti divieti e sensi di marcia obbligatori? Tanto. E in ogni momento della giornata per giunta. Cartelli stradali che fino a qualche giorno fa non c’erano. Segnaletica che cancella in un colpo solo un piano del traffico vecchio di decenni. Perchè allora rispettarlo? Più forte della paura di prendersi una multa, più forte dello spauracchio della divisa, l’abitudine batte il codice della strada. Perché così si è sempre fatto e così bisogna continuare a fare. Il tutto con buona pace dei vigili urbani che stamattina – sul viale Mario Rapisardi – avevano il loro bel daffare per far rispettare il piano del traffico operativo da alcune settimane da via Cave di Villarà fino a via Nazario Sauro, passando per via Mazzaglia.

« Il senso vietato? E dov’è?» E’ una cantilena ripetuta decine di volte durante tutta la mattinata. In confronto a questo, macchine posteggiate sulle strisce pedonali oppure al centro del marciapiede, invasioni di carreggiata e manovre pericolose passano quasi in secondo piano.

« Auto, furgoni, scooter e persino camion: prendere queste strade in controsenso è diventata una prassi quotidiana- spiega Carmelo Sofia, presidente della commissione alla Viabilità durante il sopralluogo in via Nazario Sauro con tecnici e forze dell’ordine -. Peccato che per compiere questa manovra si rischi l’impatto frontale. Stessa situazione si ripete in via Cave di Villarà e via Mazzaglia. Il’incidente, insomma, può avvenire in qualsiasi momento bloccando di fatto il traffico e mandando in tilt tutto il viale Rapisardi. Soluzioni? Si possono trovare. Modifiche che ci dovranno essere e che vanno concordate con residenti e commercianti della zona ».

Da pochi mesi i cartelli di senso vietato sono stati posizionati agli incroci. Non accorgersene è praticamente impossibile. Ma tant’è. Ecco perché il viale Mario Rapisardi, da via Ammiraglio Caracciolo a Corso Indipendenza, resta tutt’ora al centro delle segnalazioni di tanti componenti della commissione consiliare alla Viabilità per la possibilità di incrementare il numero dei parcheggi a disposizione (Francesco Saglimbene) e per un’ apertura verso gli imprenditori del quartiere (Giuseppe Catalano).

« Visti i costi necessari- dice Vincenzo Parisi, presidente della commissione al Bilancio- se il progetto viario, nella sua interezza, risultasse essere troppo articolato si potrebbe scorporare il piano di lavoro e cominciare dalle piccole opere di immediata attuazione. Posizionare un agente ad ogni angolo della strada è impossibile come pure contare esclusivamente sul senso civico del cittadino ».

 

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