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Tentato omicidio allo Zen: il figlio ha sparato al padre

PALERMO

Sarebbe stato il figlio a impugnare la pistola e sparare al padre, Benedetto Moceo palermitano di 48 anni. Arriva, dunque, una svolta nelle indagini sul tentato omicidio che si è verificato domenica scorsa nel quartiere Zen di Palermo.

La polizia di Stato ha eseguito il fermo disposto dalla Procura e a finire in manette è stato Calogero Moceo di 20 anni che deve rispondere di tentativo di omicidio. Alla base del gesto, secondo gli investigatori della Squadra Mobile coordinata da Rodolfo Ruperti, ci sarebbe una contesa legata alla gestione della droga nelle piazze di spaccio locali.

Le indagini, però, continuano per capire se ci sia un collegamento fra questo tentativo di omicidio e quello avvenuto pochi giorni prima nei confronti di Khemais Lausgi, anche lui ferito allo Zen 2. A quanto pare il ventenne lavorava per il cartello di Khemais.

Benedetto Moceo, lo ricordiamo, è stato ferito al torace e alle gambe ma è riuscito a fuggire, scappando sui tetti delle abitazioni della zona. La sparatoria è avvenuta nel primo pomeriggio di domenica in via Girardengo ma l’uomo non era un perfetto sconosciuto alla forze di polizia. A marzo era stato arrestato dai carabinieri durante un blitz antidroga. I militari lo avevano colto sul fatto, mentre cedeva delle dosi a due acquirenti. E seguendo i suoi spostamenti, i carabinieri sono riusciti a risalire ad un deposito di droga dove l’uomo si serviva.

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