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In ostaggio al centro accoglienza: «Datemi il pocket money»

CALTANISSETTA

Gela. Voleva il suo “pocket money”, così ha perso le staffe. E’ successo al centro di accoglienza Maya per richiedenti asilo politico, dove un minore egiziano di 17 anni ha rinchiuso in una stanza della struttura tre persone: una psicologa, un’assistente sociale e un altro minore di origine pakistana ospite della comunità.

All’inizio la rabbia sfogata in calci e pugni all’interno delle stanze, con il danneggiamento di tavoli e sedie. Poi il sequestro, con l’obiettivo di convincere gli amministratori della comunità a erogare il denaro che settimanalmente, i responsabili, consegnano agli ospiti della struttura.

Ma gli ostaggi non si sono persi d’animo, e nonostante il momento di panico, sono riusciti a chiamare la polizia dopo più di un’ora di reclusione, cogliendo un momento di distrazione dell’immigrato. Gli agenti di polizia, facendo irruzione nel centro, hanno bloccato il giovane e liberato gli ostaggi. L’egiziano è stato trasferito all’istituto penitenziario minorile di Caltanissetta, accusato di sequestro di persona.

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