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L’Avviso 8 scatena le polemiche: opposizione e sindacati sul piede di guerra

PALERMO

L’Avviso 8 ha portato con sé polemiche da tutti i fronti, a partire da quelli politici. «Togliamo il nostro sostegno alla maggioranza, fin dalla seduta in corso, se non ci saranno garanzie di risoluzione per alcuni dei temi importanti che attanagliano la Sicilia a cominciare dall’esito dell’avviso 8 dell’offerta formativa», lo dicono in una nota i deputati regionali Ncd.

«Non si può continuare a andare di emergenza in emergenza – spiega il capogruppo, Nino D’Asero -. E, in ogni caso, noi non possiamo esser complici di malapolitica che ricada sulle teste dei siciliani, Quindi, sin da questa seduta e fino a quando non sara’ fatta chiarezza sulla politica del lavoro e della formazione, non sarà più possibile per la maggioranza contare sul nostro appoggio. Ricordiamo, peraltro che durante il doppio rinvio per mancanza del numero legale del voto al rendiconto, la settimana scorsa, i sette deputati Ncd erano comunque in Aula: praticamente, il 20% dei presenti».

«In particolare – sottolinea il vicepresidente della commissione V, Giovanni Lo Sciuto – rimarchiamo che l’assessore Marziano, da me, a nome del gruppo, chiamato in causa e in audizione presso la commissione Lavoro e formazione, stamattina, in merito alla graduatoria dell’avviso 8 che esclude enti storici e avvia di fatto il licenziamento di 2500 lavoratori (ad aggiungersi ai 4000 già licenziati), non ha dato alcuna risposta tranquillizzante». Il gruppo, che ha depositato un ddl sulla formazione professionale, ribadisce di aspettare «soluzioni da parte del governatore mentre, in caso contrario, comincera’ una nuova stagione politica che non ci vedrà più sostenere l’azione di governo in Aula».

Sul tema arrivano anche le dichiarazioni dei sindacati: «È grave che gran parte della politica regionale invece di utilizzare l’Avviso 8, per una riforma strutturale del sistema della Formazione Professionale in Sicilia, ancora una volta, si preoccupi di attivare solo un mercato da controllare senza tenere in considerazione l’emergenza sociale e la necessità di garantire una opportunità di ricollocazione a diverse migliaia di lavoratori, espulsi dal settore negli ultimi anni». Ad affermarlo, intervenendo sulle polemiche sulla Formazione professionale, sono Francesca Bellia segretario Cisl Scuola Sicilia e Giovanni Migliore Responsabile Formazione Cisl Scuola.

«Questo modo di fare innesca solo disperazione e tensione sociale – aggiungono -. Facciamo appello all’assessore alla Formazione, all’intero governo regionale e a tutte le forza politiche dell’Assemblea Regionale affinché l’Avviso 8 e tutti gli altri interventi sulla Formazione, diventino occasione per dare risposte occupazionali agli operatori. Chiediamo ancora – concludono – che si giunga subito ad un accordo con criteri oggettivi e trasparenti, sociali e di professionalità che vincoli, sin da subito, chi si aggiudica i progetti ad assumere esclusivamente dall’albo degli operatori della Formazione Professionale. Senza risposte sarà immediata mobilitazione. È grave, infine, che in un momento come questo, nessuno stia pensando al fragile mercato del lavoro siciliano al quale bisogna dare risposte anche con la riforma della Formazione integrata con i Servizi per il Lavoro».

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