Ti trovi qui
Home > Cronaca > È la giornata dei Diritti delle Bambine. Allarme Unicef

È la giornata dei Diritti delle Bambine. Allarme Unicef

È la Giornata Internazionale dei diritti delle bambine e delle ragazze. Giornata proclamata dall’Onu, che punta i riflettori sui diritti negati.
E c’è anche un nuovo rapporto dell’Unicef che descrive le condizioni di milioni di bambine e adolescenti nel mondo, costrette a lavorare. Un rapporto che fotografa situazioni di degrado e sfruttamento.
Dati alla mano, stando al documento Unicef Harnessing the Power of Data for Girls: Taking stock and looking ahead to 2030  lanciato in occasione della Giornata che si celebra oggi, “le bambine tra i 5 e i 14 anni sono occupate il 40% in più del tempo, circa 160 milioni in più di ore al giorno, in lavori domestici non pagati e nel raccogliere acqua e legna rispetto ai bambini della stessa fascia di età”. “Le ragazze tra i 10 e i 14 anni in Asia Meridionale, Medio Oriente e Nord Africa sono occupate circa il doppio del tempo in faccende domestiche rispetto ai ragazzi”. “I paesi in cui le ragazze tra i 10 e i 14 anni subiscono in maniera sproporzionata il peso delle faccende domestiche rispetto ai ragazzi sono: Burkina Faso, Yemen e Somalia”. “Le ragazze tra i 10 e i 14 anni in Somalia trascorrono la maggior parte del tempo a fare lavori domestici, circa 26 ore alla settimana”. Uno scenario desolante.
Nel rapporto Unicef ci sono anche dati su violenze, matrimoni infantili (secondo Save the Children, il fenomeno delle spose bambine è in aumento), mutilazioni genitali femminili e istruzione. “Mostrano che il carico sproporzionato di lavoro domestico comincia presto: le bambine tra i 5 e i 9 anni sono occupate il 30% in più di tempo, circa 40 milioni in più di ore al giorno, rispetto ai bambini della loro stessa età. Il numero di ore aumenta con l’età: le ragazze tra i 10 e i 14 anni sono occupate il 50% in più di tempo, circa 120 milioni di ore in più ogni giorno”.
E da storie lontane a storie più vicine che in Sicilia sono attualità. Storie di immigrazione che non risparmiano i più piccoli. Né maschi, né femmine. Le comunità alloggio per minori lavorano a pieno ritmo costantemente e gli “ospiti” sono bambini e adolescenti vittime di un passato complicato. E in qualche caso succede che il passato è il solo presente che gli resta.
«L’Unicef ha siglato un protocollo d’intesa con il governo per il monitoraggio dei minori, soprattutto i minori non accompagnati, all’interno dei centri d’accoglienza – spiega Matteo Ferrara, segretario comitato Unicef Palermo -. I minori non accompagnati hanno diversi bisogni: dal supporto psicologico, all’esigenza di un sostegno alla luce delle difficoltà di adattamento. Arrivano da storie assurde, da paesi dove i conflitti sono all’ordine del giorno, affrontano viaggi interminabili e hanno bisogno di cure pediatriche. Attualmente i rappresentanti internazionale dell’Unicef hanno monitorato la maggior parte dei centri di accoglienza».
«È possibile che ci siano, anche tra coloro che arrivano nel nostro Paese, fenomeni come quello delle spose bambine – dice Vincenzo Lorefice, presidente Unicef Catania -. Sono bambine costrette a sposarsi nei loro paesi d’origine e arrivano qui già sposate. Sono realtà che continuiamo ad attenzionare».

 

Articoli Consigliati

Top