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Siracusa, anziano bruciato: il cerchio si stringe su tre giovani

SIRACUSA
All’ospedale “Cannizzaro” di Catania la prognosi rimane riservata. Le condizioni di Giuseppe Scarso, l’anziano aggredito da un gruppo di ragazzi, restano stazionarie ma gravi. Dieci giorni fa, in una piccola abitazione di Siracusa, nel quartiere Grottasanta, l’80enne, un fruttivendolo in pensione, ha dovuto prima subire le botte, poi è stato dato alle fiamme da un “branco” che lo avrebbe preso di mira.
Le indagini per risalire ai responsabili sono serratissime da giorni. Stamattina riunione in Procura con le forze di Polizia per fare il punto sulle indagini. Gli investigatori che indagano sull’aggressione a Giuseppe Scarso stanno chiudendo il cerchio attorno a tre giovani: nessuno di loro apparterebbe a gruppi criminali della città, ma sono loro i protagonisti dei filmati, ripresi in almeno due circostanze nei pressi dell’abitazione al pianterreno di Ronco II, su via Servi di Maria, a Siracusa.
In passato Scarso aveva presentato una denuncia ai carabinieri dopo che qualcuno si era introdotto nella sua abitazione versando del liquido infiammabile sul pavimento. Due sere dopo, quella minaccia era diventata più concreta, brutale, provocando sull’anziano ustioni sul collo e sul petto. Meno di dieci giorni fa il gruppo è riuscito nell’intento: le telecamere di videosorveglianza di un vicino e di un magazzino di un esercizio commerciale inquadrano due giovani, rispetto ai tre della sera prima. L’attenzione della squadra mobile è concentrata sul quartiere popolare della Mazzarrona.
Scarso ora è ricoverato al reparto di Rianimazione dell’ospedale “Cannizzaro” con il 40% del corpo bruciato, oltre a lesioni polmonari.
«Siamo in piena attività investigativa sulla caccia ai responsabili della brutale aggressione», ha detto il questore di Siracusa, Mario Caggegi, che coordina le indagini degli agenti della Squadra mobile.
L’anziano è piuttosto conosciuto nel suo quartiere; i vicini di casa lo descrivono come un uomo schivo, solitario ma mite e disponibile, con diversi problemi di salute. Rimane sconosciuto al momento, il movente dietro quanto accaduto ma gli inquirenti tendono a escludere la rapina. Scarso, infatti non aveva in casa soldi o beni preziosi e a rendere più complicate le indagini anche il fatto che i componenti della banda sarebbero incensurati.
Le reazioni sono di sdegno. «Non possiamo continuare a dare cose ai nostri figli – ha detto padre Felice, parroco della chiesa Maria Santissima Addolorata, a Grottasanta – ma dobbiamo parlare di solidarietà concreta, di valori. Ci riempiamo la bocca con il termine “famiglia” ma riusciamo a coltivare pochi valori. Quello che è successo ha scosso tutti».
E intanto le segreterie generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati, parlano di una vicenda che rappresenta«una degenerazione sociale che vede gli anziani come vittime deboli e sole per la cronica carenza di servizi, di integrazione, tutela e assistenza».

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