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Zona industriale, lotta antiabbandono. «Affidatela ai privati»

CATANIA

Richiesto un incontro per affrontare le emergenze che danneggiano le aziende.

Riprovarci. Sempre e comunque. Se poi i risultati non saranno immediati, poco importa; sulla zona industriale di Catania occorre continuità di interventi. Perchè, andando avanti per tentativi, è sempre più difficile parlare di riqualificazione in un’area che dall’Oasi del Simeto arriva fino a Pantano D’Arci. «La mancanza di un protocollo d’intesa tra l’amministrazione e l’Irsap è un problema che, di fatto, blocca qualsiasi tentativo di rilancio di un’area che oggi conta decine di imprese di medie e grandi dimensioni. Il percorso dettagliato e ad ampio raggio che qui viene richiesto deve fare inevitabilmente i conti con enormi incompiute, carenze infrastrutturali e la mancanza di opere durature. Questo provoca continui allagamenti, mancanza di sicurezza e rischio di incendi». A parlare è il presidente della commissione al Patrimonio del comune di Catania Salvatore Tomarchio. Accanto a lui, consiglieri comunali, industriali e abitanti costretti a fare i conti con marciapiedi impraticabili, strade danneggiate, lampioni che non funzionano, discariche abusive e vie quasi completamente al buio. «L’area è troppo vasta e la sua manutenzione non può gravare solo su Palazzo degli Elefanti- dichiara Ersilia Savernio, vice presidente della commissione al Patrimonio-. In alcuni casi si tratta di interventi che non vengono effettuati da anni e che comportano un esborso di decine di migliaia di euro. Denaro che ovviamente l’amministrazione non possiede». E qui cominciano i problemi. Chi deve mettere mani al portafoglio allora?  « Nessuna finanziaria o richiesta alla Cassa Depositi e Presiti ma denaro privato, attraverso bando pubblico, per parlare di sviluppo definitivo del territorio- dice Giuseppe Catalano, componente della commissione-. Ci vuole, quindi, un piano di lavoro che va discusso con la consapevolezza che, senza collaborazione costante tra istituzioni politiche ed imprenditoria locale, non si può creare niente di duraturo. In cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse, i titolari delle imprese della zona industriale si potrebbero assumere gli oneri- strada per strada- della pulizia dei canali, dell’eliminazione delle buche dalle vie e dai marciapiedi, del potenziamento della pubblica illuminazione, della bonifica delle discariche abusive e della pulizia ordinaria”.

 

 

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