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Sclerosi multipla, l’associazione: «Bianco si è rifiutato di riceverci»

Tante le segnalazioni di spazi preclusi ai disabili, per una città che conferma di non essere a misura delle esigenze di chi non è normodotato. «Una lotta impari perché ci scontriamo con l’insensibilità delle Istituzioni»

CATANIA

«La città non va guardata solo con i nostri occhi, ma soprattutto con quelli di chi non è normodotato». Carmen Mirabella fa l’avvocato ed è membro dell’associazione sclerosi multipla S.M@LLOnlus di Catania, comunità che si fa carico delle difficoltà che condizionano quella parte di popolazione colpita dalla malattia neuro-degenerativa. Una cassa di risonanza dei disagi verso i quali «l’amministrazione comunale è sorda e grigia». Marciapiedi in violazione delle norme regolamentari, scivole per disabili ostruite, ingresso inibito in metropolitana, accessibilità preclusa agli uffici pubblici. La lista di contraddizioni è lunga, e oggi appare avvilente interrogarsi su ciò che si deve fare e non si è fatto.

«Potrei fare la mappa dei luoghi inaccessibili – attacca l’avvocato Mirabella – L’accesso alla Metro in Corso delle province, per l’esattezza l’ingresso all’ascensore, è inagibile. Esistono due piccole costruzioni, una in Viale Vittorio Veneto e l’altra in Corso delle Province, ma non sono accessibili perché la ditta manutentiva che ha realizzato gli impianti non è stata in grado di fornire l’idoneità per la mobilità compatibile. Incredibile, sono soldi dei contribuenti. Abbiamo richiesto l’apertura e fatto una denuncia all’Ufficio mobilità del comune di Catania ma ci è stata negata. Ci hanno detto che manca l’agibilità. Situazione paradossale anche all’Agenzia delle Entrate di Acireale, contrassegnata solo da barriere architettoniche, così come il palazzo delle finanze di piazza Bellini, sede della commissione tributaria. In quest’ultimo, per arrivare all’ascensore prima bisogna percorrere una scalinata. Una follia».

I parcheggi inadeguati e la cattiva educazione stradale, compresa quelle delle forze dell’ordine, concorrono a rendere la vita più difficile per chi si impegna quotidianamente per migliorare la qualità della vita di una città.

«Il fenomeno delle macchine dei vigili urbani negli stalli per i disabili è emblematico – sottolinea la portavoce dell’associazione – Vengono occupati anche gli stalli numerati, quelli per cui si paga la concessione, e noi facciamo continue segnalazioni ma la municipale non interviene mai. La risposta è: “mancano i carri attrezzi, che vuole fare”. Per garantire la mobilità compatibile è essenziale l’adeguamento dei marciapiedi alle direttive comunitarie e la segnaletica verticale. Noi abbiamo prodotto un dossier sul sistema mobilità, una raccolta delle criticità del territorio corredata di foto. Lo abbiamo regalato al nostro sindaco in occasione di un concerto promosso dal Coro Jacqueline du Prè, un ensemble fatto di persone affette da sclerosi multipla attraverso il quale veicoliamo la nostra attività sociale. C’era la campagna elettorale per le amministrative e Bianco ha partecipato al nostro concerto e ritirato il dono. In seguito volevamo proporgli il progetto di mobilità compatibile e un focus sulla musica-canto-terapia applicata alla sclerosi multipla. Ho provato a dialogare tramite mail, cercando di prendere un appuntamento, poi la segretaria mi ha detto: “Sono mortificata ma il sindaco non riceve le associazioni”. Si è rifiutato di riceverci».

Il Coro Jacqueline du Prè è formato da 30 elementi, appartenenti a tutte le fasce di età, e fonda la sua esistenza sull’applicazione della musico-canto terapia, esperienza a beneficio delle persone affette da sclerosi multipla. Un modello che ha condotto a risultati brillanti in termini di autostima.

«Il coro è divenuto il simbolo del superamento della intimizzazione negativa di una patologia avvertita come stigmatizzante – spiega l’avvocato Mirabella – Ogni componente si scommette personalmente e spende la propria immagine sotto i riflettori dei teatri, trovando nella musica uno stimolo positivo per affrontare il quotidiano».

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