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Caso Loris, udienza aggiornata al 17 ottobre. Villardita: «Veronica ha detto la verità»

RAGUSA

Dopo oltre nove ore di arringa dell’avvocato Francesco Villardita, in difesa della sua assistita Veronica Panarello, il Gup di Ragusa ha aggiornato al 17 ottobre l’udienza per le repliche delle parti.

«Veronica è innocente, nessuno può dimostrare, neanche la Procura, ogni ragionevole dubbio che è stata lei a uccidere il figlio Loris. Manca la prova schiacciante “la pistola fumante” e soprattutto lei ha detto la verità». Questa è la linea difensiva percorsa dall’avvocato Villardita ribadita durante le nove ore di arringa fatta per il processo di rito abbreviato per Veronica Panariello. La Procura ha chiesto 30 anni di reclusione per la donna, ma Veronica continua a professarsi innocente, indicando il suocero, Andrea Stival, come l’aguzzino del piccolo Loris.

L’avvocato Villardita sostiene che la Panarello non è una manipolatrice e che ha effettuato un difficile percorso intimo e tormentato per arrivare a confessare la verità. Soltanto il racconto del figlio morto mentre giocava con le fascette, ha sottolineato più volte il penalista in aula, è stata una bugia dettata probabilmente dalla paura. La partecipazione di Veronica nell’omicidio sarebbe stata quindi “involontaria e inconsapevole” per questo, l’avvocato, ipotizza il reato di concorso anomalo in un evento non voluto.  Un’arringa appassionata con il solo obbiettivo di demolire ogni punto le accuse della Procura.

L’avvocato Daniele Scorfani che assiste il marito Davide Stival commenta le parole del penalista dicendo: «Non c’è bisogno della pistola fumante. Veronica Panarello ha mentito». Neanche Davide crede alla moglie e afferma: «Voglio giustizia per mio figlio, Veronica deve pagare tutto quello che ha fatto. Chi è stato deve avere una pena esemplare».

Assente in aula il suocero Andrea Stival, il suo legale, l’avvocato Francesco Biazzo, sostiene che l’assistito è stanco delle bugie di Veronica ma per il resto è tranquillo e sicuro.

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