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Scuola, proteste degli studenti tra Catania e Palermo

Parte ufficialmente oggi l’autunno caldo della scuola italiana, con diverse manifestazioni studentesche organizzate in tutta Italia.  A Palermo in corso due i cortei, uno a Catania, a Roma tafferugli tra poliziotti e studenti.

Palermo. La protesta di questa mattina, organizzata da Rete degli studenti medi, Unione degli Studenti e Unione degli Universitari, dice no alle disuguaglianze: «Vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio perchè migliaia di studentesse e studenti, da Nord a Sud, sono esclusi dall’accesso ad un’istruzione gratuita e di qualità; no alla scuola-azienda: vogliamo contrastare un modello di impresa basato sulla competizione e la valutazione punitiva, perchè esigiamo una scuola democratica e inclusiva; no ad un’alternanza scuola-lavoro come sfruttamento: vogliamo imparare a saper fare in percorsi che siano realmente formativi, al di fuori da ogni logica di sfruttamento e in aziende altamente qualificate; no al preside manager: vogliamo decidere insieme in assemblee partecipate da tutti coloro che vivono la scuola ogni giorno. Nessuno deve più subire le decisioni autoritarie, ma contribuire a realizzare l’altra scuola possibile; no alla privatizzazione dei luoghi del sapere, che non permette di valorizzare la conoscenza come strumento contro malessere sociale e negazione dei diritti; no alla riduzione degli spazi di decisione di giovani e studenti, per rivendicare un posto fondamentale nella determinazione delle nostre vite in modo consapevole, critico e partecipato; no ad un futuro precario e all’imposizione di logiche di mercato nei luoghi della formazione, perchè ostacolano la libera scelta dei percorsi di studi».

di Michele Sardo

Catania. Tra i motivi della protesta nel capoluogo etneo anche l’alternanza scuola – lavoro. Sulla pagina fb del Coordinamento stiudentesco Catania si spiegano le motivazioni.  «In vigore dallo scorso anno per la classi terze di tutti gli istituti, è solo uno degli effetti deleteri che la Buona Scuola ha sulla Scuola Pubblica: noi studenti siamo costretti a fare un numero determinato di ore di alternanza scuola-lavoro nel triennio, senza le quali non possiamo di fatto accedere agli esami di maturità.  Siamo quindi obbligati da una riforma che non vogliamo a lavorare gratis per micro e macro aziende che ci sfruttano e che non ci insegnano nulla.  Per questo ieri abbiamo sanzionato la sede di Confcommercio rilanciando alla manifestazione nazionale studentesca di oggi e per questo arriveremo sotto la sede di Confindustria. Entrambe le sedi sono simbolo di due aziende che si sono rese promotrici dell’alternaza scuola – lavoro e che hanno firmato numerosi contratti con scuole e università di sfruttamento di studenti e studentesse.  A questo sfruttamento e a queste aziende ci opponiamo, così come ci opponiamo alle manovre del governo, del Pde di Renzi che ci vuole succubi e sfruttati sin dalla giovane età».

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Palloncini contenenti vernice sono stati lanciati a Catania contro alcuni mezzi della Polizia di Stato da alcuni dei giovani che stamani nel centro della città hanno preso parte ad un corteo per protestare contro la “buona scuola” del Governo Renzi. L’azione sarebbe stata portata a termine da alcuni aderenti ai centri sociali della città che avrebbero voluto superare uno sbarramento della forze dell’ordine posto tra Viale Vittorio veneto e Via Vicenza. Gli altri giovani che hanno preso parte al corteo, non appena è cominciato il lancio di palloncini, si sono allontanati.

Roma. Anche nella capitale questa mattina si sono tenute manifestazioni studentesche. Appena partito il corteo la falange dei cosiddetti “autonomi”, si è staccata con l’intenzione di raggiungere Palazzo Chigi, ma è stato immediatamente bloccata dagli agenti in tenuta antisommossa. Ci sono stati tafferugli, calci e spintoni ma la situazione sembra essere subito rientrata e stabilizzata, con gli studenti che si sono ricompattati al corteo. I poliziotti hanno però fermato due minori che saranno affidati ai genitori, mentre altri quattro studenti sono stati identificati per le sanzioni previste dalla norma.

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