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Il ricordo di Giordana Di Stefano. La mamma: «Mi manca l’aria»

CATANIA

Ad un anno dalla morte di Giordana Di Stefano, il paese di Nicolosi la ricorda con una messa e una fiaccolata.

Nicolosi. Ad un anno dalla sua morte, la piccola Asia ancora la aspetta e non capisce perché la mamma non torna. Non può mai immaginare, nella sua innocenza, che il suo papà, Luca Pirolo, gliel’ha strappata uccidendola con quarantotto coltellate.

Ma lei non è la sola ad attenderla. Ogni sera sull’uscio di casa, alla solita ora in cui Giordana rientrava, c’è il cocker Susy che aspetta. Lunghe ore di attesa colmate solo dal silenzio.

Sono trascorsi 365 giorni dall’assassinio della ventenne di Nicolosi e oggi, alle 18 nel paese alle falde dell’Etna verrà celebrata la Santa messa al Monastero Benedettino G.B Dusmet. A seguire, alle 19,30 partirà una fiaccolata in piazza Vittorio Emanuele.

Ancora una volta, Vera Squatrito, la mamma di Giordana, affida le sue parole di profondo dolore alla bacheca Facebook: «Ho finito di contare gli anni della tua vita, in questa notte in cui sei stata uccisa, ho la consapevolezza che non ti rivedrò mai più. Oggi conto gli anni della tua atroce morte e non smetterò mai di guardare le mani assassine. Manchi anima mia come l’aria e io non respiro».

E si, in quella notte fra il 6 e il 7 ottobre dello scorso anno, Luca Priolo l’ha uccisa a coltellate perché lei non voleva ritirare una denuncia per stalking a suo carico. Il 3 ottobre del 2013, la ragazza aveva denunciato l’ex compagno accusandolo di comportamenti persecutori ed sms assillanti e proprio nel giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la prima udienza, Priolo l’ha uccisa.

In realtà da quella prima denuncia, Giordana non aveva più agito contro l’ex compagno ma il procedimento era stato avviato ugualmente con una richiesta, da parte della Procura, di rinvio a giudizio. I due avevano, anche, un contenzioso aperto per l’affido della figlia di 4 anni.

Ad un anno dal quel terribile giorno lui è in carcere e lei non c’è più.

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