Ti trovi qui
Home > Attualità > I giovani italiani “fuggono” all’estero. Mattarella e Renzi: «Dobbiamo permettere loro di tornare»

I giovani italiani “fuggono” all’estero. Mattarella e Renzi: «Dobbiamo permettere loro di tornare»

Sono in aumento i dati riguardo la migrazione giovanile in Italia, circa 107.529 i connazionali espatriati nel 2015, 6.232 iscrizioni in più, al registro dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, rispetto all’anno precedente, per un incremento del 6,2%. A fare le valige  sono soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni; la meta preferita è la Germania, lo rileva il rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato a Roma dalla Fondazione Migrantes.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riguardo questo fenomeno, ha scritto un messaggio a a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes: «Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto al passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze. La mobilità dei giovani italiani verso altri Paesi dell’Europa e del mondo – ha detto Mattarella – è una grande opportunità, che dobbiamo favorire, e anzi rendere sempre più proficua. Che le porte siano aperte è condizione di sviluppo, di cooperazione, di pace, di giustizia. Dobbiamo fare in modo che ci sia equilibrio e circolarità. I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate».

I giovani italiani hanno una mobilità “in itinere” che si modifica continuamente perché si basa sulla ricerca di opportunità e di nuove esperienze. La fascia di età 18-34 è la più rappresentativa pari al 36,7%, seguono i 35-49enni con il 25,8%, i minori sono il 20,7% (di cui 13.807 mila hanno meno di 10 anni) mentre le persone di 65 anni e oltre sono al 6,2% .

Il fenomeno però registra una novità, infatti i maggiori flussi di partenze si sono rilevate nelle regioni del nord Italia e non più dal meridione. La Lombardia e il Veneto segnano il valore più alto seguite dalla Sicilia, dal Lazio, dal Piemonte e dall’Emilia Romagna.

Le meta più ambita è la Germania, tra le prescelte vi sono anche il Regno Unito, la Svizzera e la Francia. In calo le partenze per l’America meridionale, mentre rimangono stabili quelle per l’America centro-settentrionale e le altre aree continentali.

Il premier Matteo Renzi, conosciuti i dati ha commentato il rapporto della Fondazione Migrantes affermando: «La notizia mi ha fatto male ed è per questo che dobbiamo rendere il Paese più semplice. I ragazzi che vogliono andarsene hanno tutto il diritto di farlo, noi dobbiamo creare un clima che permetta loro di tornare. Lo scambio europeo è fisiologico – aggiunge – ma siamo ancora poco attrattivi. Bisogna creare occasioni d’innovazione, ricchezza. Mi fanno paura la rassegnazione, la mancanza di entusiasmo, di grinta».

Articoli Consigliati

Top