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Corso Italia, dopo la “spaccata” serpeggia il malumore

CATANIA

Vetro sostituito e operai che, all’esterno del negozio di Corso Italia, bloccano con altri paletti il piccolo “corridoio” da cui è passata l’auto-ariete che ha mandato in frantumi una delle vetrine di “Ultimoda” a Catania. All’interno dell’esercizio commerciale non c’è molta voglia di commentare il furto. Il personale è molto gentile e disponibile. Niente nomi e cognomi ma alle nostre domande uno dei dipendenti spiega che «più che i danni materiali (visto che l’assicurazione coprirà tutto) è l’amarezza che suscitano simili gesti criminali a turbare il nostro animo. Per questo abbiamo deciso di ripartire immediatamente. In tutta questa situazione la cosa che ci ha lasciati piacevolmente colpiti è la solidarietà della gente, la vicinanza delle forze dell’ordine e la grande professionalità della polizia scientifica a cui vanno i nostri ringraziamenti». Capire a quanto ammontano oggi i danni è praticamente impossibile anche se, dalle prime stime, si parla di circa 10.000 euro ( la sola vetrina antisfondamento ha un costo di circa 2.000 euro). A questo vanno aggiunti i capi della stagione invernale rubati. In attesa che la polizia trovi i ladri, in tutta la zona di Corso Italia serpeggia il malumore tra i commercianti. Molti spiegano che questo, ormai, non è più il salotto buono della città e temono di essere le prossime vittime della tanto temuta “spaccata”.

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