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Almaviva, chiudono Roma e Napoli. A Palermo 154 persone trasferite

PALERMO

Almaviva ha aperto ieri le procedure di licenziamento per i siti di Napoli e Roma. Restano 74 giorni per trovare soluzioni che scongiurino tutto ciò. Per quanto riguarda Palermo un’altra bomba da disinnescare: a 154 persone è stata inviata una lettera di trasferimento a Rende, per la perdita della commessa Enel. Ieri c’è stato un incontro tra azienda e sindacati che non ha risolto il problema: «Questi trasferimenti – ha spiegato Salvo Seggio, rsu fistel cisl – sono in realtà dei veri e propri licenziamenti, perché spostare delle persone, tra cui molti padri e madri di famiglia, da una regione all’altra è un modo per metterli in seria difficoltà e portarli di fatto alle dimissioni. Questo è dovuto alla perdita della commessa Enel, che era gestita da 397 lavoratori a cui oggi viene chiesto di cambiare vita. E’ un problema serio – ha aggiunto il sindacalista – che ci sta mettendo in seria difficoltà. E’ il frutto delle gare al massimo ribasso e delle delocalizzazioni. L’azienda, a proposito di queste ultime, ci ha informati che sono aumentate a livello nazionale e il Governo non prende posizione. A breve organizzeremo delle assemblee nei siti e cercheremo di sensibilizzare maggiormente i lavoratori. Giorno 12 ottobre parteciperemo ad un tavolo tecnico al Mise con Governo e Azienda, in cui si parlerà della situazione di Palermo».

La soluzione più semplice sembrerebbe quella di spostare le chiamate nel capoluogo siciliano, piuttosto che rivoluzionare la vita di parecchie famiglie, ma a quanto pare non è semplice come si può pensare: «Le commesse in cui dovrebbero essere impiegati i lavoratori trasferiti – spiega Seggio – sono Telecom Aso e Alitalia. Alitalia è presente anche a Palermo, ma l’azienda ci ha detto che non è possibile impiegare gente qui, perché la multinazionale ha chiesto un backup di sito, quindi una mansione diversa da quella gestita nel sito di via Cordova. E le due attività lavorative, per esigenza di Alitalia, dovranno essere svolte su due siti separati. Per quanto riguarda Aso vorremmo pressare a livello governativo per far sì che vengano mantenuti i lavoratori a Palermo, senza la necessità di essere spostati a Rende. In questo istante – ha aggiunto il sindacalista fistel cisl – siamo in ammortizzatore sociale. Quando abbiamo firmato l’accordo, l’azienda e il Governo ci avevano assicurato che la commessa Enel non era un problema. Le soluzioni sono due: o l’azienda ritira i trasferimenti e mantiene qui i lavoratori oppure che il Governo deve prendere un impegno affinché chi ha vinto la gara per gestire le chiamate di Enel apra una sede qui a Palermo e assuma i lavoratori».

Appare evidente che dietro ai trasferimenti a Rende ci sia un tentativo da parte dell’azienda Almaviva di privarsi di quale risorsa umana, visto che non tutti saranno pronti e quindi nelle condizioni di spostarsi in un’altra regione, iniziando di fatto una nuova vita:  «Per noi sono dei licenziamenti veri e propri camuffati da trasferimenti – conferma Salvo Seggio – Nella lettera che alcuni lavoratori hanno ricevuto sembra essere quasi una promozione: 500 euro di incentivo per lo spostamento più 5000 euro in 8 mesi. L’azienda quindi mette le mani in tasca per trasferire i lavoratori, quando invece gli costerebbe meno spostare le chiamate. Oggi un nuovo incontro tra i sindacati e i lavoratori, in cui si preannunciano novità per un eventuale rilancio del sito di Palermo: «L’azienda ha una credibilità bassa – conclude il sindacalista – non ci risulta che in questo momento ci siano delle commesse nuove, se così dovesse essere per noi è importante che i colleghi di Enel vengano impattati per primi».

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