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Lunedì al via gli scavi per riportare alla luce il teatro antico di “Akragas”

AGRIGENTO

Lunedì è il giorno dell’apertura dei cantieri, a cielo aperto, per i lavori che tenteranno, di individuare prima e riportare alla luce poi, il famoso teatro antico della città di Akragas. La scoperta fu annunciata, con una anticipazione del Corriere della Sera, lo scorso 10 settembre in coincidenza, si fa per dire, con l’arrivo nella città dei templi del premier Matteo Renzi.

Intorno alla scoperta del teatro, però, sono sorte alcune perplessità. Perchè, se da una parte forse anche troppo tempestivamente si brindava già alla fantastica scoperta, dall’altra l’Ente Parco Valle dei Templi ha cercato di stemperare gli animi non ufficializzando proprio niente. “Ci vuole prudenza” – ha predicato il direttore dell’Ente Parco Giuseppe Parello. Anche diversi archeologi del Parco della Valle dei Templi hanno usato il condizionale d’obbligo in questi casi: «Che sia il teatro di Akragas lo state dicendo voi giornalisti, per il momento. Bisognerà scavare e trovare delle conferme».

Tra condizionali, dubbi e mister l’unica cosa certa appare l’inizio degli scavi lunedì. Il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, parla di una scoperta che se confermata avrebbe del clamoroso: «Lunedi’ si apre il cantiere dello scavo nel sito presso San Nicola dove si ipotizza la presenza del teatro antico. Mai come in questo momento la Citta’ di Agrigento si sente vicina al suo imponente patrimonio archeologico, al suo parco e alle ricchezze da tutelare e valorizzare. Vi e’ un’attesa comprensibile della conferma dell’ipotesi del rinvenimento del monumento teatrale da secoli cercato invano. – prosegue – Se si confermasse la sua scoperta l’intera area di san Nicola andrebbe ridisegnata per offrire ai visitatori del parco un’altra area civile e politica che si affiancherebbe a quella religiosa della collina dei templi». «Il futuro di Agrigento come il suo passato, appare sempre piu’ intrecciato con la presenza dei resti monumentali della civilta’ greco-romana – conclude – di cui vogliamo essere degni eredi e vigili custodi. Crediamo che la tutela, la ricerca e la fruizione del nostro patrimonio artistico archeologico possano rappresentare l’asse decisivo di una nuova economia basata sulla conoscenza, sui beni culturali e sulle relazioni sociali e artistiche che in esso possono e debbono alimentarsi».

di Giuseppe Castaldo

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