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Operazione “Calamita”, decine di furti. Derubata anche la nonna. IL VIDEO

CATANIA

Gli impianti idrici fra Grammichele e Granieri erano la loro passione. Rubavano tutto ciò che trovavano e venivano colti sul fatto rispondevano con la violenza e le minacce. 

Caltagirone. Erano talmente tanto spregiudicati che hanno rubato anche a casa della nonna. Non si curavano di nulla. Razziavano tutto ciò che trovavano sotto gli occhi ma la loro passione  principale erano gli impianti idrici fra Grammichele e Granieri. Andavano a caccia di rame da rivendere sul mercato nero.

Una banda di quattro malviventi diventata il terrore del Calatino. Hanno messo a segno 10 furti con destrezza e abilità. E non è mancata la violenza. In alcuni casi, infatti, colti con le mani nel sacco dai proprietari dei terreni, non ci hanno messo due secondi a impugnare le pistole e minacciarli di morte. C’erano i casi in cui utilizzavano un’accetta e casi in cui speronavano le auto per riuscire a fuggire.

Scene da film che erano spaccati di quotidianità. Michele Abbaco di 53 anni, Salvatore Inghilterra 51, Orazio Lipsia di 35 anni e Giuseppe Manusia di 37 amavano rubare attrezzi da cantiere, materiale ferroso, batteria per auto e gasolio da trazione ma durante i raid non tralasciavano neanche cellulari, macchine fotografiche, carretti siciliani e in una chiesa anche la cassetta per le offerte dei fedeli.

Il 15 gennaio scorso, Orazio Lipsia era stato anche  ferito da un colpo di fucile all’addome sparato da uno dei proprietari dei terreni in cui rubavano.

Oggi sono stati arrestati tutti e quattro dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Caltagirone con il supporto della stazione di Grammichele, su disposizione della Procura della Repubblica di Caltagirone e adesso devono rispondere di ricettazione, rapina impropria, furto aggravato e furto in abitazione.

Ma loro erano diventati dei punti di riferimento per ricettatori di Grammichele, Comiso e Paternò ai quali rivendevano subito la refurtiva.

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