Ti trovi qui
Home > Apertura > La piscina della Pescheria. L’esperto: «Canali otturati da terra e spazzatura»

La piscina della Pescheria. L’esperto: «Canali otturati da terra e spazzatura»

Domenica scorsa è bastata un’ora per trasformare il Centro storico in una piscina. La Pescheria, in particolar modo, è stata teatro di panico e caos. Lavoratori e turisti si sono dati alla fuga, abbandonando gli stand del Pop Up Market 

CATANIA

«È impossibile che possano formarsi allagamenti a 50 metri dal mare, l’acqua dovrebbe defluire subito». Franco Politano scandaglia le viscere di Catania da 30 anni, per passione e spirito di servizio. È uno speleologo urbano, cioè uno studioso di speleologia delle cavità artificiali. L’inondazione impressionante della Pescheria avvenuta domenica scorsa, proprio in occasione del Pop Up Market, è l’ennesimo caso inspiegabile. Particolarmente rilevante perché si consuma in un breve lasso di tempo. Il giorno precedente, è bene sottolinearlo, era stato lanciato l’allerta meteo arancione ma la puntuale trasformazione di Catania in una risaia è un passaggio che ormai esula dalla «consueta» bomba d’acqua.

«La manutenzione ordinaria è importante – spiega Politano – Va sempre garantita la pulitura delle gallerie sotterranee, se è il caso straordinaria. I canali posti sotto Piazza Duomo, Villa Pacini e Via Ventimiglia (la parte finale in prossimità dell’ingresso del Porto) sono otturati, costipati. In certi punti ci sono restringimenti dovuti alla presenza di terra. Queste gallerie, dove dovrebbero passare le acque reflue, sono molto belli. Alcuni sono settecenteschi, ampi e ben realizzati. Il terriccio, insieme al materiale di risulta, danneggiano il canale. Terra dell’Etna, radici degli alberi, immondizia, concorrono alla ostruzione. Anche sotto la fontana dell’Amenano c’è un canale, che poi passa sotto Porta Uzeda: ostruito anche questo da bottiglie di plastica e sabbia. È veramente strano che una zona vicina al mare possa allagarsi così in fretta. L’acqua dovrebbe defluire subito perché non ci sono percorsi lunghissimi».

Ripulire i pozzetti di scolo, andare sottoterra, esplorare i canali. Mansioni che non tutti possono fare. Perché non è ritenuto così piacevole calarsi in profondità ed esplorare il sottosuolo. Ci vuole una buona dose di passione per compensare alle naturali contrarietà derivanti dalla presenza di topi e sporcizia. E naturalmente non si deve soffrire di claustrofobia.

radice-circonvallazione-politano-alberoRadice all’interno di un canale della Circonvallazione

«Sarebbe opportuno creare delle squadre speciali alle quali affidare questo incarico – sottolinea lo speleologo – Nel 2003, come Centro speleologico etneo ci siamo occupati del Canale di cintura, un’opera che passa per intero sotto la Circonvallazione, realizzata nel 1955. L’allora sindaco Scapagnini ci chiese espressamente se esisteva ancora il canale, una galleria interrata che parte dalla Cittadella Universitaria e si esaurisce in Via Villini a mare. Noi abbiamo mappato tutto e scoperto anche delle botole che nessuno conosceva. Abbiamo ridisegnato la mappa e l’abbiamo fornita alla Protezione Civile, segnalando le ostruzioni del canale dovute alle radici degli alberi posti lungo lo spartitraffico della Circonvallazione. Aprendo alcune botole, poste sotto gli edifici, abbiamo anche trovato materiale di risulta. Riteniamo che dopo le nostre segnalazioni non sia successo niente».

Articoli Consigliati

Top