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Aprono la posta e rubano dati: anziana da 2 mesi senza elettricità

CATANIA

Depressa, ammalata e disagiata, e come se non bastasse a complicare la sua vita già difficile, una truffa che l’ha costretta a restare al buio da 2 mesi. E’ la storia della signora Maria, 85 anni, residente in via Aurora. E’ stata truffata da uno degli agenti del mercato libero di luce e gas che, frugando all’interno della sua cassetta delle lettere, ha rubato il numero del contatore di elettricità stipulando un altro contratto a sua insaputa

Quella dei contatori elettrici è l’ultima nata in materia di truffe, ma non la meno problematica. Nel centro del mirino, come spesso accade, ci sono gli anziani: soli, indifesi, poco abili nell’interpretazione di carte, documenti e contratti. Così basta poco per raggirarli.

La signora Maria non riesce ancora adesso a intravedere uno spiraglio di luce, dopo un iter lungo e debilitante tra legali e compagnie elettriche. Infatti, dopo due mesi di inspiegabile buio a casa, ha scoperto di essere stata truffata da uno degli agenti incaricati di stipulare contratti per il mercato libero di energia elettrica, senza il suo consenso e dopo averle trafugato la posta.

«Sono un’anziana malata, cardiopatica e diabetica – racconta la signora Maria – ho le mie esigenze, i miei problemi e una serie di necessità. Come si può fare tutto questo ad una persona di 85 anni? Per due mesi sono rimasta al buio, di notte e di giorno, a lavarmi con l’acqua fredda e a volte, per il freddo, a non lavarmi». Racconta le sue giornate in maniera aspra, piangendo, con la rabbia di chi ha subito la violenza della manipolazione. 

Ma come si mettono in piedi le truffe del contatore? E’ facile, per truffare la signora Maria è bastato rovistare nella sua cassetta della posta alla ricerca di una fattura per rubare il numero di contatore e stipulare un nuovo contratto senza il suo consenso. Sganciata dal vecchio fornitore a sua insaputa, non ha più ricevuto fatture e pensando all’inizio ad un problema di smarrimento delle poste non si è allarmata poi troppo. E’ ovvio che, se la signora avesse ricevuto la documentazione al proprio domicilio, si sarebbe subito accorta che il fornitore di energia non era più lo stesso e che il nome della società era cambiato. Infatti, uno dei punti d’appoggio di questa truffa, è quella di far recapitare le fatture ad un domicilio diverso, magari abbandonato, così che nessuno si accorga del misfatto.

«Ho chiamato molte compagnie elettriche, avvocati, ho fatto perfino una denuncia alla polizia – conclude la signora Maria – nessuno ha saputo aiutarmi. Tutti continuavano a dirmi che non sapevano cosa fosse successo, perché io fossi al buio, perché non ricevessi più bollette. Mi è stato detto solo “probabilmente è stata agganciata tramite truffa al mercato libero”…ma il mercato libero ha più di 200 compagnie che forniscono luce e gas. Come posso da sola, anziana e malata e totalmente incompetente in merito a tecnologia, fare delle ricerche in proposito? Così ho chiuso casa e sono andata a dormire dai miei figli, dai miei nipoti, un po’ qui e un po’ lì. Ho chiesto aiuto a loro. Anche la mia salute già precaria è stata particolarmente compromessa a causa di questo stress. Senza i tranquillanti non riesco più a dormire, continuo a pensare all’assurda situazione che mi è successa e a cosa io abbia potuto fare di sbagliato per meritare tutto questo. Ancora oggi dopo più di 2 mesi, non siamo riusciti a venire a capo di questa situazione e non credo ci riusciremo mai se nessuno mette un freno a queste manipolazioni. Credo che morirò con il ricordo della mia casa al buio».

 

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