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Ponte sullo Stretto: il No di Wwf e Legambiente Calabria

MESSINA

Un ponte che unisce due sponde? Sarà ma fino a oggi il Ponte sullo Stretto è rimasto terra di divisione e polemiche. Che non accennano a placarsi.
È di qualche giorno fa l’annuncio del ministro Graziano Delrio che si è detto pronto a «mettere i soldi pubblici per il Ponte» ma associazioni come il Wwf o Legambiente Calabria continuano a contestare l’idea.
“In oltre 13 anni di nuove progettazioni – si legge in una nota del Wwf  – i proponenti del progetto non sono mai riusciti a dimostrare come l’opera, valutata nel 2010 in 8,5 miliardi di euro (oltre mezzo punto di PIL), possa essere ripagata da flussi di traffico veicolare estremamente modesti. Le risorse destinate al Ponte potrebbero essere destinate ad opere veramente necessarie per il rilancio del Mezzogiorno, quali: mettere in sicurezza il territorio di Calabria e Sicilia; raddoppiare le linee ferroviarie che collegano Messina a Palermo e Catania, potenziare la linea tirrenica ferroviaria tra Battipaglia e Reggio Calabria e la linea ferroviaria jonica che collega Reggio Calabria a Taranto; intervenire sul sistema dei porti tra Gioia Tauro, Villa San Giovanni, Reggio Calabria e Messina e garantire un sistema di traghettamento veloce e frequente per l’Area dello Stretto”.
“Continuare a pensare di realizzare un ponte di oltre 3 km in una delle aree a più elevato rischio sismico del Mediterraneo e in una delle zone di maggiore pregio per la biodiversità, tutelata dalla norme comunitarie, è semplicemente un’idea sconsiderata”.
E anche Legambiente Calabria è tutt’altro che favorevole: “Non è certo lo Stretto di Messina il collo di bottiglia dei trasporti tra la Sicilia e la Penisola – si legge di una nota – piuttosto il Parlamento si impegni a trovare le risorse per mettere mano, subito e in maniera lungimirante, a tutta la mobilità del Sud con il potenziamento e il miglioramento della linea ferroviaria jonica, dell’alta velocità sulla linea tirrenica Napoli-Reggio Calabria, dell’Autostrada A3; della statale 106 e della statale 18; del materiale rotabile con i comfort moderni ed investendo sulle tratte regionali di Ferrovie della Calabria. Come è possibile parlare di grande opera per il Sud, quando in Calabria la velocità media sulla rete ferroviaria è ancora di gran lunga inferiore alla media nazionale, con treni vecchissimi e la gran parte della tratta jonica non è elettrificata?”.
“Un progetto per il rilancio del Mezzogiorno, semmai, dovrebbe oggi partire dalle città portuali come Villa San Giovanni e Gioia Tauro, il problema per lo sviluppo di un efficiente trasporto merci integrato sta nei collegamenti tra porti e rete ferroviaria. Senza dimenticare lo stato di degrado della rete stradale in Sicilia e Calabria. Questi sì, sarebbero interventi utili e un modo concreto di promuovere nuova occupazione e sviluppo nel meridione”.

 

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