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Su Rai3 il docu-film di Rosi”Fuocoammare”, in memoria della strage di Lampedusa

Ricorre oggi il terzo anniversario della strage di Lampedusa, la notte tra il 2 e il 3 ottobre del 2013 in quelle acque, affondò una nave stracolma di persone, furono 368 le vittime. Per far si che quella tragedia non venga dimenticata, in questa data, è stata indetta la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Cos’è cambiato da allora, ben poco, il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini oggi, ricordando quella tragedia, ha sottolineato come quel drammatico episodio, aveva fatto giungere nell’isola il presidente della commissione europea Junker che aveva affermato “mai più morti nel Mediterraneo”, eppure racconta la Nicolini, in questi successivi tre anni altre 11 mila persone sono state ingoiate dal nostro mare.

Lampedusa, terra di frontiera, lontana è proprio per questo, troppo spesso dimenticata, centro nevralgico del mediterraneo, luogo d’accoglienza, confine tra continenti e popoli. Qui giunge una vera fiumara di persone, che scappano dalle coste del nord Africa, fuggendo da guerre e disperazione attraversano il mare cercando di approdare a Lampedusa, primo avamposto italiano nel quale trovano rifugio e sostegno.

In questa bellissima e piccola terra i migranti cercano una speranza e i cittadini dell’isola, che quotidianamente vivono questa situazione d’emergenza, sono generosi e forti, portando avanti il valore dell’accoglienza che li caratterizza e li rende meritevoli al mondo.

Stasera, proprio in occasione della Giornata nazionale dei migranti, Rai3 alle 21.15,  proporrà in prima visione il film-documentario di Gianfranco Rosi Fuocoammare. Il documentario, girato a Lampedusa, ha vinto l’Orso D’oro alla Berlinale, ha ricevuto numerose candidature al David di Donatello e, recentemente, si è aggiudicato anche una nomination Oscar come miglior film straniero.

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Il docu-film di Rosi racconta la vita di Lampedusa, della sua popolazione e dei profughi che ogni giorno arrivano sulle sue coste. Il regista è stato un anno nell’isola e lungo tutto questo tempo è riuscito ad entrare nei ritmi di questo luogo carpendone il senso, il vissuto, rendendone poi una veritiera testimonianza. Nel film c’è il racconto dei cittadini come Samuele, un ragazzino che vive a Lampedusa la sua adolescenza, i suoi modi spavaldi nascondono la timidezza e le paure di ogni fanciullo, vive in quella terra di frontiera insieme alla sua famiglia in tranquillità e sembra quasi ignorare ciò che accade intorno a lui.

Ma Fuocoammare parla anche dell’altra parte dell’isola, proprio quel mare, tanti ragazzi come Samuele, tentano quotidianamente di attraversarlo nella speranza di una vita più dignitosa. I primi ad accogliere quei barconi stipati di gente sono le navi della Guardia Costiera italiana, che tentano di salvare quante più persone possibili. Tra le meravigliose persone che si prendono cura dei migranti c’è il dottor Pietro Bartolo, che dirige il poliambulatorio del centro di prima accoglienza di Lampedusa, ogni giorno lui visita, cura e aiuta tutti i profughi che giungono spesso in condizioni estreme e a volte deve constatarne i decessi. Bartolo prima di essere un medico è un uomo capace di donare speranza ai suoi pazienti e di non farsi scalfire dall’amarezza di questa atroce routine.pietro-bartolo-fuocoammare-ultimatv

L’intento, perfettamente riuscito di Rosi in Fuocoammare, è quello di dare dignità agli abitanti e ai tanti medici e volontari di Lampedusa, perché lasciati soli, ultimi fra gli ultimi, continuano ad accogliere migranti, ad aiutare coloro che il resto d’Europa etichetta come stranieri, voltandogli le spalle.

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