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Intervento del presidente dell’Ordine dei veterinari di Catania

Cani e comportamento animale: esiste una razza più pericolosa delle altre? A Utima Tv il presidente dell’Ordine provinciale dei medici veterinari di Catania, Claudio D’Amore, spiega: «Non esiste un cane pericoloso perché appartenente a una specifica razza. La pericolosità di un animale è determinata non solo dalla sua genetica, che ne determina le dimensioni e può determinarne l’attitudine (compagnia, caccia, guardia, ecc.) ma anche dalle esperienze vissute, dalle caratteristiche dell’ambiente in cui vive, dalle capacità di interazione con esso dell’uomo che lo possiede».
Storie di bambini ma anche di adulti vittime di aggressioni sono cronaca. Pochi giorni fa, a Catania, un bimbo di neppure tre anni è finito in ospedale dopo essere stato aggredito da un cane.
«Nella stragrande maggioranza dei casi di incidenti con cani, l’origine è da individuarsi in una cattiva gestione/conduzione del proprietario o nella sua incapacità di interpretare i segnali premonitori che l’animale invia. È fondamentale mantenere un contatto costante con il proprio veterinario, questo abbasserebbe notevolmente eventuali rischi. Già dalla prima visita un medico veterinario si rende conto del carattere dell’animale e può aiutare la famiglia nella “gestione” del cane, tenendo conto che ogni razza ha delle peculiarità da considerare». Nei casi più particolari si può far ricorso a una consulenza di tipo comportamentale, «ma in linea di massima, prima di prendere un animale in casa, sarebbe preferibile consultare un veterinario che, nel consigliare, valuterà anche le condizioni ambientali generali in cui il cane crescerà». Insomma, bisogna saper riconoscere eventuali segnali ma per farlo, rapportarsi con il proprio veterinario, risulta imperativo e rappresenta un aiuto concreto.
«Certamente la presenza di un animale domestico in casa determina vantaggi anche per i bambini – continua D’Amore – Essa abitua i bambini a considerare la alterità animale, a comprenderne le diverse esigenze rispetto a quelle dell’uomo. Studi sociologici hanno dimostrato che i bambini che vivono con animali possiedono migliori capacità di risolvere problemi logici e migliori capacità relazionali. Il cane favorisce le relazioni sociali; esso è stato definito un lubrificante sociale. Basti pensare alla facilità con cui due sconosciuti che passeggiano il proprio animale attaccano discorso. Inoltre, sono ipotizzati vantaggi di tipo immunitario  considerata la affinità antigenica di alcuni parassiti intestinali dei cani con quelli dell’uomo e l’affinità tra il virus del morbillo dell’uomo e quello del cimurro del cane».
E chi decide di prendere un cane, deve sapere che «l’iscrizione all’anagrafe è un obbligo di legge ma finché non verranno effettuati controlli e non verranno elevate sanzioni si continuerà a chippare solo i cani delle persone più attente e sensibili che poi sono quelle che più difficilmente abbandonerebbero il proprio animale. Le Amministrazioni comunali dovrebbero partire dal censimento. La sensibilizzazione va fatta soprattutto nelle scuole come intervento a lungo termine. Essa permette di lasciare un seme nelle menti dei cittadini del futuro perché possano adottare un domani in modo responsabile i loro futuri animali»

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