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Agrigento, chiesa in centro incendiata due volte in cinque giorni

AGRIGENTO

Due incendi, di natura quasi certamente dolosa, in appena cinque giorni. E’ quanto accaduto, in pieno centro di Agrigento, ai danni della chiesa Santa Teresa del Bambino Gesù: dapprima il rogo ha interessato la sagrestia, distruggendola quasi totalmente; nel secondo incendio, invece, è andato a fuoco lo studio di un sacerdote e moltissimi utensili e oggetti utili per la celebrazione della messa. È amareggiato e deluso ma come ogni mattina al suo posto padre Giuseppe Giammusso,  parroco della parrocchia Santa Teresa del Bambino Gesù di via Papa Luciani ad Agrigento, che nel giro di una settimana ha visto due incendi bruciare dapprima la sagrestia e l’ultimo tutto quanto è necessario per la celebrazione della Messa.

Padre Giammusso, molto amato in città, ha già perdonato chi ha razziato e devastato parte degli immobili della sua parrocchia; sorpresi e perplessi i tanti fedeli accorsi a manifestare la loro vicinanza a don Giuseppe, che li invita a pregare per chi ha commesso l’atto. Nella giornata di ieri, anche il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas Italiana, ha voluto far sentire la propria vicinanza a Don Giuseppe: «Se c’è tanto male in giro – ha detto il card. Montenegro – non è solo colpa dei cattivi, ma la colpa è anche nostra che forse non siamo abbastanza buoni; è questa la provocazione che il Signore attraverso noi vuole dare agli altri. Anche in questi momenti dobbiamo dare testimonianza di amore e di pace. Prendiamo atto – ha proseguito l’arcivescovo – che il Signore ci chiede di avere il coraggio della nostra fede e del suo amore, diciamo di no a chi ha compiuto determinati gesti qualunque sia il suo motivo. Però anche noi, il nostro territorio è un po’ litigioso, quanti cristiani vanno a messa e quanti tra di loro non si parlano, cerchiamo di essere luce in questo buio, cerchiamo di fare in modo che chi incontra noi possa sentirsi vicino al cielo, possa avere il desiderio del bene».

 

E poi concludendo il suo intervento l’arcivescovo ha avuto parole di stima ed affetto per padre Giammusso: «A padre Giammusso – ha concluso il card. Montenegro – va tutto il mio apprezzamento, tutto il mio affetto, la mia solidarietà ed anche a voi che frequentate questa comunità. Viviamo questo momento difficile come spinta di vivere il bene nella nostra vita da cristiani. Preghiamo per questa città e preghiamo anche per i cattivi».

 

di Giuseppe Castaldo

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