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Teatro Stabile: debiti per oltre 12mln

CATANIA

Approvato ieri il bilancio consuntivo 2015 dell’ente teatrale. Il risanamento finanziario, il tema dell’assemblea dei soci. Soluzioni proposte dal commissario straordinario, Giorgio Pace

Catania. Entro i prossimi 15 giorni si deciderà il destino delle sedi del Teatro Stabile e, più in generale, capire quale sarà la mossa vincente per risanare la voragine debitoria creata negli anni. Parliamo di 12milioni 150 mila euro di debiti, maturati negli ultimi anni, che tra compagnie artistiche, fornitori, Agenzia dell’Entrata, istituti previdenziali, locatori e dipendenti, deve essere sanata.
Più che Stabile, il teatro catanese è precario!

I dipendenti del TSC (Tetaro Stabile di Catania), hanno maturato un ritardo di 3 mensilità: l’ultimo stipendio percepito è quello di giugno 2016 e il commissario straordinario, Giorgio Pace, sta cercando di trovare la soluzione per riportare l’equilibrio erogando loro i salari fino ad agosto.
Inutile dire che l’assemblea dei soci, ha comunque approvato il bilancio consuntivo 2015, che registra un forte disavanzo dell’Ente teatrale.

Proprio sul piano debitorio il commissario straordinario ha proposto di agire su due fronti paralleli non configgenti fra loro, quindi entrambi percorribili.
«Il primo fronte – spiega Pace – è l’accesso al Ris, il fondo di rotazione che mette in condizione i teatri pubblici che non risultino in “stato di fallimento”, di ripianare i debiti attraverso mutui quindicennali da contrarre con un istituto individuato dall’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.
«Il secondo fronte è invece, un piano di ristrutturazione del debito, previsto dalla legge 3/01/2012 a favore delle aziende in crisi per sovra indebitamento, piano affidato ad un organismo denominato “La tutela degli onesti”, riconosciuto dal Ministero di Grazia e Giustizia, che fa capo al Comune di Acireale».
In quest’ottica di risanamento, è previsto anche l’alleggerimento delle sedi: dell’Angelo Musco, con lo sfratto, e il laboratorio di Zia Lisa perché dichiarato inagibile per l’assenza di norme di sicurezza.

«Non si può più tollerare sull’utilizzo strumentale delle sedi che sono onerose! – dichiara Pace -. È da 50 anni che si paga l’affitto del Musco… con quello è costato, acquistarlo sarebbe stato un affare! Se i soci intendono acquistarlo, che facciano pure. Altrimenti che venga restituito alla proprietà».
Il commissario straordinario, ritiene che attuando queste soluzioni di ripianamento dei debiti, si andrebbe verso una fase di rassicurazione per i creditori che in breve tempo vedrebbero pagate le loro spettanze; garantire la stagione teatrale; e «bloccare la corrosione che sta deteriorando la credibilità e l’operatività del Teatro».
La prossima scadenza sarà il lancio della nuova stagione.

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