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Catania, approvato piano di rientro: polemica sui beni in vendita

CATANIA

Sembrava impossibile ma ce l’hanno fatta. Il piano di rientro 2016 del Comune di Catania è stato approvato. Si è svolta nella serata di ieri la seconda seduta di Consiglio comunale a palazzo degli Elefanti relativa al tanto criticato tema delle ultime settimane. Sul tavolo troppe carte. Troppi dubbi. La seduta, protrattasi oltre la mezzanotte, ha visto l’approvazione della rimodulazione del piano nonostante la forte opposizione dei gruppi di minoranza. Dopo l’ok del Consiglio adesso toccherà alla Corte dei conti passare al vaglio il documento.

A tenere banco durante la seduta consiliare è stato il dibattito sui tagli imponenti previsti dalla manovra e dalla possibile vendita di beni immobiliari della città. Molti hanno sollevato la polemica su questo argomento, in quanto all’interno del piano sarebbero stati inseriti diversi beni storici che finirebbero al miglior offerente. Proprio su questo tema la stessa amministrazione ha diffuso una nota in cui specifica che: «…gli immobili di pregio o comunque utili e utilizzati, per non parlare delle chiese e dei luoghi d’interesse storico o archeologico non saranno svenduti». Per quanto riguarda le case di edilizia popolare, «potranno essere riscattate da chi le abita a prezzo vantaggioso e immobili e terreni non utilizzati né spesso utilizzabili perché troppo degradati saranno messi sul mercato».

«Sono dunque assolutamente strumentali e false – si legge – le dichiarazioni di chi sostiene il contrario. Forse bisognerebbe criticare chi, invece, ha creato i debiti o, per anni, ha fatto finta che il buco di bilancio non esistesse».  La nota si conclude affermando che: «Con il Piano di riequilibrio, con la filosofia del buon padre di famiglia, il Comune metterà sul mercato immobili che, pur avendo un loro valore economico, rappresentano anche un forte costo di gestione. Parliamo per esempio delle case di edilizia popolare, che potranno essere riscattate da chi le abita a prezzo vantaggioso, o di immobili e terreni non utilizzati né spesso utilizzabili perché troppo degradati. Questa è la volontà chiara dell’Amministrazione».

Sul tema è intervenuto il consigliere Ersilia Saverino membro della Commissione Patrimonio del Comune:«Le vendite ci saranno ma saranno limitate rispetto a quelle previste. Noi della Commissione Patrimonio abbiamo svolto un buon lavoro sottolineando l’importanza di salvaguardare alcuni beni fondamentali per la città. Mi vengono in mente le palazzine del Tondo Gioeni piuttosto che le biblioteche storiche e tutte quelle strutture a scopo socio-culturale presenti nei quartieri popolari della città che rappresentano risorse utili per la comunità poiché luoghi di aggregazione».

La Saverino in particolare rimprovera alla giunta la lentezza dell’iter per l’affidamento dei beni a consorzi e privati che possano rilanciarli e mantenerli e soprattutto il fatto di dover discutere di tematiche così importanti a ridosso di scadenze non dando il giusto peso a qualcosa di molto importante per la città. D’altra parte si ritiene soddisfatta per la scelta dell’amministrazione di prendere in considerazione l’emendamento che chiedeva di rivedere la lista delle strutture in vendita.

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