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Riforma pensioni, uno sconto da pagare caro

ROMA

Trovato l’accordo tra Governo e sindacati sul piano pensioni, dopo quattro mesi di confronto. Le regole previdenziali modificheranno in maniere parziale quelle effettuate durante l’emergenza finanziarie del governo Monti.

Nelle nuove misure è previsto un intervento da 6 miliardi in tre anni. I pensionati incasseranno la quattordicesima che sarà estesa a tutti coloro che hanno un reddito fino 1.000 euro al mese, circa 3,3 milioni di italiani. Chi invece dovrà andare in pensione e ha già raggiunto i 63 anni, avrà maggiore flessibilità nell’uscita e sarà per lui gratuita la ricongiunzione dei contributi versati in più casse. I lavoratori precoci potranno usufruire di un’uscita anticipata a 41 anni di contributi se di una categoria disagiata.

I sindacati riconoscono al governo il gran lavoro svolto definendolo un “buon risultato” , per la prima volta sono stati aggiunti e non sottratti soldi al sistema previdenziale, sono ancora insufficienti secondo la Uil ma danno ai pensionati una speranza e soprattutto sembra siano state ristabilite alcune ingiustizie della legge Fornero.

L’accordo pare contenga un’incognita che riguarda i casi di pensione anticipata. A chi infatti bisogna garantire un’APE gratuita? La pensione anticipata coinvolge i nati dal 1952 al 1954 e dà la possibilità di smettere di lavorare con tre anni e sette mesi di anticipo, ma il prezzo è caro. Se esci prima versi più contributi, il numero che trasforma i contributi in pensione si abbassa quindi: vai in pensione anticipata, hai una lunga vita e percepisci meno. L’accordo prevede che la banca legata all’Inps anticipa il prezzo ma aumentano gli interessi  da restituire, infine il prestito è coperto da un’assicurazione di premorte per gli eredi ma anche questo ha un costo notevole.

Proprio per questi motivi il governo ha previsto dei bonus fiscali ma non riguarderanno tutti, saranno coinvolte solo le pensioni fino a 1.300 euro delle categorie svantaggiate, la cifra appare ai sindacati troppo bassa per tanto verrà rinegoziata. Per gli altri, circa 350 milioni di italiani in età pre-pensionabile, la possibilità di un anticipo pensionistico graverà, caramente, sulle loro tasche.

Infine l’accordo sembra prevedere anche una novità per gli esodati, a loro saranno attribuite tutte le risorse stanziate nelle precedenti operazioni di salvaguardia.

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