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Messina: «Stipendi impiegati comunali in ritardo, è inaccettabile»

CATANIA

L’esponente di Fratelli d’Italia AN denuncia il ritardo del pagamento degli stipendi degli impiegati comunali e di quelli di alcune partecipate. «L’enorme deficit di liquidità farà peggiorare le cose»

«Il conferimento in ritardo della seconda quota del finanziamento del governo centrale è un pessimo segnale. A Palazzo degli Elefanti l’aria è sempre più pesante. L’incertezza del futuro è un peso insopportabile».

Manlio Messina, esponente di Fratelli d’Italia, affonda il dito in una piaga che provoca già grande sofferenza. Le spettanze degli impiegati comunali e dei dipendenti di alcune partecipate sono strettamente legati ai trasferimenti ministeriali, un incrocio pericoloso a fronte della mancanza di liquidità del comune di Catania, peraltro accompagnata da un debito strutturale ormai indissolubile.

«I soldi necessari per gli stipendi tardano ad arrivare – attacca Messina – i funzionari mugugnano perché passano il tempo a rincorrere i colleghi del ministero e il problema viene sistematicamente posticipato. Siamo destinati a convivere con questo grosso deficit di liquidità. In sostanza, si allunga il brodo. Il problema nasce dal fatto che non è più possibile accedere ad altri mutui, perché il decreto legge 35 di attuazione del piano di rientro è già un mutuo. Viene delicatamente chiamato anticipazione di cassa ma, in sostanza, è la liquidità fornita ai comuni in pre – dissesto. Naturalmente, non sono soldi a fondo perduto ma è semplicemente un prestito a tasso agevolato».

I trasferimenti ministeriali ammontano a 36 milioni di €, di cui 28 già trasferiti. Nella sua analisi il consigliere parla apertamente di «debito rinviato» sottolineando il fatto che il «debito strutturale tende ad aumentare in modo esponenziale».

«Elargendo prebende, metodo consolidato dell’attuale amministrazione, si allarga il problema e si rinviano i debiti. Il ritardo del versamento degli stipendi, anche di un paio di giorni, non è un fatto trascurabile. Loro hanno ripreso con i vecchi sistemi, tra consulenze, feste e festini. Non ho risparmiato critiche a Stancanelli ma gli va riconosciuto il fatto di aver di aver contenuto la spesa e ridotto il debito, portandolo da 1 miliardo e 200 milioni di € a 750. Oggi – conclude il consigliere comunale – abbiamo il debito strutturale, più le rate da pagare per i mutui reali e, dulcis in fundo, i debiti mai pagati. I famosi debiti del comune di Catania».

 

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