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Italia divisa in due anche nei tumori. E le donne sono di più

In Italia il divario Nord-Sud è presente anche sul fronte delle malattie. I casi di tumore siano in aumento tra le donne (176.200, contro i 168.900 del 2015) e in diminuzione tra gli uominiSecondo l’indagine sui numeri delle neoplasie, frutto della collaborazione tra gli oncologi dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e gli epidemiologi dell’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM), presentata nei giorni scorsi al ministero della Salute, è emerso che per l’anno in corso, i casi di tumore siano in aumento tra le donne (176.200, contro i 168.900 del 2015) e in diminuzione tra gli uomini per i quali si registrano 189.600 nuove diagnosi (erano 194.400 nel 2015), e un calo del 2,5% ogni 12 mesi.

Una fotografia che, in modo ufficiale, mette nero su bianco, le tendenze anche geografiche.
Ma il tumore “cresce” meglio in luoghi dal clima mite?
Lo abbiamo chiesto al prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM: «il fattore geografico non è di per sé l’elemento scatenante; le tendenze Nord-Sud stanno uniformandosi anche per esigenze lavorative».
Alla base di queste differenze possono esserci fattori protettivi (differenti stili di vita, abitudini alimentari, fattori riproduttivi) che ancora persistono nelle regioni del Centro e Sud Italia.

Nelle regioni del Sud, dove gli screening oncologici sono ancora poco diffusi, non si è osservata la riduzione della mortalità e dell’incidenza dei tumori della mammella, colon-retto e cervice uterina.

Ma come mai le percentuali delle donne, in questo campo, sono in aumento?
«Perché le donne sono più presenti di prima nel mondo del lavoro e quelle meridionali stanno allineandosi ai ritmi lavorativi del Nord Italia abbattendo barriere prima impestabili; l’altra ragione è che le donne fumano di più degli uomini – spiega ancora Pinto.

Lucia Mangone presidente AIRTUM, da una seconda chiave di lettura nel confronto Nord-Sud.
«Da un lato al Meridione persistono fattori protettivi che rendono ragione di una bassa incidenza di alcune neoplasie. Dall’altro, la minore attivazione degli screening programmati al Sud spiega i valori di sopravvivenza che, per alcune sedi tumorali, rimangono inferiori a quelli registrati al Nord».

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Le patologie più frequenti sono la neoplasia alla prostata negli uomini e al seno nelle donne?
Il tumore che ha fatto registrare nel 2013 il maggior numero di decessi è quello al polmone (33.483), seguito da colon-retto (18.756), mammella (12.072), pancreas (11.201), stomaco (9.595) e prostata (7.203).
«La mortalità continua a diminuire in maniera significativa in entrambi i sessi come risultato di più fattori – aggiunge il prof. Pinto -, quali la prevenzione primaria (e in particolare la lotta al tabagismo, alla sedentarietà e a diete scorrette), la diffusione degli screening su base nazionale e il miglioramento diffuso delle terapie».
«La lettura dei dati – conclude Pinto – va fatta anche in modo diverso. In effetti, non sono aumentati i pazienti oncologici, ma si registrano casi maggiori perché frutto della prevenzione diagnostica che, ad accezione del polmone, può fare la differenza in termini di gravità della patologia e della cura. Sono aumentati gli screening che ci aiutano a leggere meglio lo stato di salute dei pazienti. Ogni giorno circa 1.000 persone ricevono la diagnosi».

Dunque non sono aumentati di molto i malati oncologici, ma se ne contano di più (a livello nazionale) perché frutto degli screening. Alcuni programmi di screening hanno sostituito il Pap-test con il test HPV (Human Papilloma Virus), nell’ambito di progetti pilota o attività di routine.
Diverse Regioni hanno già rivisto in questo senso i programmi di screening anche in funzione di una maggiore efficienza.

DA SEGNALARE
In controtendenza per entrambi i sessi un’incidenza maggiore al Sud rispetto al Nord, del tumore delle vie biliari, del sarcoma di Kaposi e della tiroide. Nelle donne si evidenzia un’incidenza maggiore al Sud per il tumore del fegato. Il dato, già noto nella letteratura scientifica, è stato messo in relazione a locali condizioni genetiche e ambientali (come la prevalenza di infezione da virus dell’epatite B e/o C per il tumore del fegato) peculiari delle zone del meridione d’Italia.

ALCUNI DATI
Nei maschi giovani (0-49 anni), il tumore più frequente è rappresentato dal cancro del testicolo, praticamente raro negli anziani; a seguire melanoma, linfoma non-Hodgkin, tumore del colon-retto e della tiroide. Nella classe 50-69 anni e negli ultrasettantenni il tumore più frequente è rappresentato dalla prostata, seguito dal polmone, colon-retto e vescica; al 5° posto si collocano i tumori delle vie aereo digestive superiori mentre il tumore dello stomaco è appannaggio delle persone anziane (70+anni).
Nelle donne invece il cancro della mammella rappresenta la neoplasia più frequente in tutte le classi di età, sebbene con percentuali diverse (41% nelle giovani vs 21% nelle molto anziane).

Nelle donne giovani (0-49 anni) a seguire si collocano i tumori della tiroide, melanomi, colon retto e cervice uterina. Nella classe intermedia (50-69 anni) seguono i tumori del colon-retto, corpo dell’utero, polmone e tiroide mentre nelle anziane (70+anni) seguono i tumori del colon-retto, polmone, stomaco e pancreas.

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