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Spazio: la stazione cinese si schianterà sulla Terra nel 2017

Dopo aver lanciato il 16 settembre il secondo modulo della sua stazione spaziale, Pechino ha dovuto ammettere che il primo modulo, in orbita già da cinque anni, è fuori controllo. E così si mettono in pausa i festeggiamenti, visto che a sentire i rumors la stazione potrebbe precipitare sulla Terra nel 2017. Dove andrà a finire, ruzzolando dalla sua orbita attuale a 370 chilometri di altitudine, è ovviamente impossibile da prevedere, ma di certo i danni provocati dalle sue 8 tonnellate e mezzo di peso sarebbero così tanti da non riuscire a contarli.

Pochi giorni fa, dal deserto di Gobi, era partita  la seconda sezione del palazzo celeste, Tiangong – 2. Secondo i piani di Pechino, ormai da rivedere, la stazione orbitante sarebbe dovuta diventare abitabile in permanenza nel 2022. Dando sempre ai suoi programmi spaziali nomi poetici o evocativi, la Cina aveva avviato anche un programma di esplorazione lunare con le sonde Chang’e (la dea della luna) e una serie di razzi battezzati Lunga Marcia.

Da luglio però alcuni astrofili avevano iniziato a notare delle stranezze nell’orbita di Tiangong – 1. L’agenzia spaziale di Pechino non aveva mai confermato i sospetti, ma il 14 settembre, alla vigilia del lancio del secondo modulo, un responsabile aveva dichiarato che la stazione orbitante aveva interamente compiuto la sua missione storica e sarebbe precipitata nell’atmosfera in un momento imprecisato della seconda metà del 2017. Di solito i rientri degli oggetti spaziali che hanno esaurito le loro missioni avvengono in maniera controllata. La caduta viene pilotata verso zone remote degli oceani, spesso nel cosiddetto Punto Nemo, in mezzo al Pacifico, il cui approdo più vicino si trova a 2.700 chilometri di distanza: in Antartide.

Per Tiangong – 1 non ci sarà invece alcuna possibilità di manovra, probabilmente a causa di un guasto la cui natura resta però misteriosa. Anche se la maggior parte delle 8,5 tonnellate si fonderanno per l’attrito con l’aria, è probabile che i motori siano troppo robusti per distruggersi. Si stima che sulla Terra (si spera in mezzo all’oceano) possano cadere frammenti anche di cento chili. Ma per sapere dove finirà la traiettoria del palazzo celeste bisognerà aspettare le 3-4 ore precedenti all’impatto.

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