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Crocetta: «Trasferimento rifiuti non è compito nostro. Scatta il Piano»

Dal primo di novembre non potrà essere conferito in discarica più del 50% della frazione secca. I rifiuti al centro dell’attenzione politica.

SICILIA

Palermo. Scottano le temperature. Il caso rifiuti in Sicilia si fa incandescente e il governatore della Regione Rosario Crocetta salta sull’attenti: «Il trasferimento dei rifiuti non è compito delle Regioni. Può disporne solo chi ne è titolare». Parole che rimbombano a Palazzo d’Orleans durante l’illustrazione del piano rifiuti nell’Isola.

«La Tari non viene pagata alla Regione – prosegue – ma ai Comuni. Non siamo titolari delle entrate né dei rifiuti. Il tema è stato posto in questi mesi in maniera sbagliata. Il nostro compito è di individuare le discariche che devono essere attivate ed è ciò che abbiamo fatto in questi mesi». E intanto proprio il costo della Tari in Sicilia lievita e dal 2010 ad oggi è aumentato del 23% come ha spiegato in una nota Federconsumatori. Ma a fronte di quali servizi? La differenziata sonnecchia poiché «a ritardare è stata l’Urega, le gare sono ancora in itinere – si difende Crocetta – Non è una giustificazione e se sarà il caso prenderemo dei provvedimenti ma i Comuni hanno l’obbligo di farla. Se essi contravvengono, scatterà l’intervento sostitutivo».

Dal primo novembre, a quanto pare, non potrà essere conferito in discarica più del 50%  della frazione secca prodotta e, in teoria, a gennaio dovrà toccare lo zero. Scripta manent, è un decreto ordinatorio firmato dal Governo della Regione a dirlo. Ma Crocetta torna all’attacco: «I nostri provvedimenti hanno impedito l’emergenza rifiuti. Fino ad oggi nonostante i gufi l’immondizia per le strade della Sicilia non rimane. Il nostro piano rifiuti non ha niente a che vedere con quello messo a punto dall’esecutivo Cuffaro e qualsiasi accostamento è frutto di pregiudizio ideologico spaventoso».

Due sono gli impianti da 200 tonnellate previsti: uno a Catania e l’altro a Palermo e poi ce ne dovrebbero essere altri cinque o sei da sessanta e ottanta tonnellate per i piccoli consorzi dell’isola. Essi verranno posizionati lontano dai centri abitati ma nel piano, al momento, non spunta la parola termovalorizzazione in quanto si vorrebbe rispettare l’ambiente utilizzando la tecnologia più pulita. «Il tempo delle deroghe è finito – conclude Crocetta – Nel patto per il Sud abbiamo previsto il finanziamento per l’impianto di Sciacca. La discarica di Siculiana è stata autorizzata al doppio delle quantità e a Enna la conferenza servizi ha approvato il progetto per l’impianto fisso di biostabilizzazione e ampliamento della vasca. Prossimamente ci sarà la gara e, a marzo, dovrebbe essere pronto. Ciò permetterà di avere un impianto funzionante che coprirà il fabbisogno di tutti i comuni nell’Ennese».

E fra una proposta e una preghiera, dato che il governatore sta cercando di coinvolgere pure le parrocchie per il progetto di raccolta differenziata, c’è il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che lo incalza:«Se la Sicilia continua così, la capacità residua di trattamento in discarica garantisce l’autonomia regionale per 6 mesi». O si volta pagina o abbiamo le ore contate…

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